22 novembre 2011 - Forlì, Cronaca, Politica

Hera e patto di sindacato, l'IdV annuncia nuovi emendamenti

In questi giorni quasi tutti i Consigli Comunali sono impegnati nell'esame del patto di sindacato tra i soci pubblici di Hera che deve essere rinnovato a inizio anno. Cesena dal canto suo ha già presentato il suo documento, mentre a Forlì la trattativa è ancora sul tavolo.

L’Italia dei Valori prende posizione in merito e annuncia la presentazione di alcune proposte di modifica per abbattere i costi della politica e rafforzare la  gestione pubblica.

L’obiettivo è offrire un esempio ai cittadini “che nei prossimi mesi saranno chiamati a fare sacrifici, dall'altro per dare seguito all'esito del referendum di Giugno: in quella occasione i cittadini partecipando al voto in massa hanno affermato la volontà che la gestione dei servizi essenziali sia sottratta a logiche puramente economiche”, spiega un comunicato diffuso da Tommoaso Motebello, segretario provinciale dell’IDV.

Il primo che verrà proposto prevede una diminuzione di membri del Consiglio di Amministrazione portandone i rappresentanti da 13 a 9, mentre il secondo chiede l'introduzione dell'obbligo di parità di genere al 50% dei suoi componenti, il dimezzamento delle retribuzioni e dei benefit dei Consiglieri e Manager.

Un terzo emendamento invece va nella direzione di riconsegnare al Consiglio Comunale un  ruolo decisionale centrale quale espressione di rappresentanza dei cittadini, reali proprietari delle quote azionarie comunali.

 

Pubblichiamo di seguito il documento che verrà presentato in consiglio comunale di Forlì:

 

Presentazione emendamenti alla delibera di consiglio comunale di rinnovo del Patto di Sindacato di Hera S.p.A.

 

Premesso che

·        In prossimità della scadenza del Patto di sindacato vigente, gli enti pubblici sottoscrittori intendono rinnovare il Patto di Sindacato come utile strumento di espressione della maggioranza dei soci pubblici azionisti di Hera S.p.A.;

·        l’esito referendario, al quale L’Italia dei Valori ha contribuito attivamente e fattivamente quale Comitato Promotore, afferma a maggioranza la volontà che i servizi essenziali siano gestiti da aziende pubbliche

Ritiene che

L’obiettivo principale che il futuro Patto di Sindacato dovrà porsi, sia l’affermazione del ruolo pubblico svolto da Hera S.p.A. in modo che ponga al centro della propria attività le esigenze di un  territorio complesso, composto da Comuni grandi e piccoli che da anni hanno contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo;

 

propone di emendare la delibera come segue:

 

Primo emendamento

Al punto:

<<..la previsione che al Comitato di Sindacato spetti, in particolare, l’assunzione delle seguenti deliberazioni:

determinazione del voto da esprimersi in ordine alle delibere da assumersi in sede di Assemblea straordinaria di HERA avente ad oggetto: a) liquidazione di HERA; b) fusione o scissione di HERA; c) modificazione degli articoli 7, 8, 14, 17, 21, 23.4 dello Statuto;…>>

Sostituire con:

<<…la previsione che al Comitato di Sindacato spetti, in particolare, di formulare una proposta ai Consigli Comunale dei Comuni soci, riguardo alle delibere da assumersi in sede di Assemblea straordinaria di HERA avente ad oggetto: a) liquidazione di HERA; b) fusione o scissione di HERA; c) modificazione degli articoli 7, 8, 14, 17, 21, 23.4 dello Statuto;…>>

 

La sostituzione proposta rimette al centro decisionale il Consiglio Comunale quale espressione di rappresentanza dei cittadini, reali proprietari delle quote azionarie comunali

 

Secondo emendamento

Al punto:

<<…la previsione che sia modificato lo statuto sociale di Hera S.p.A., il tutto nel rispetto della L. 120/2011, per far sì che il Consiglio di Amministrazione di Hera S.p.A. sia  composto da 13 consiglieri, dei quali 10 designati della lista di maggioranza….>>;

Sostituire con:

<…la previsione che sia modificato lo statuto sociale di Hera S.p.A., il tutto nel rispetto della L. 120/2011, per far sì che il numero di membri del Consiglio di Amministrazione di Hera S.p.A. sia composto da 9 consiglieri dei quali 7 designati dalla lista di maggioranza, e che venga garantita al 50% la parità di genere superando l’attuale quota prevista dalla legge.>>

 

Terzo emendamento

Introdurre un nuovo punto riguardante le retribuzioni:

·        La previsione che le retribuzioni e i benefit di Consiglieri di Amministrazione e Manager , siano dimezzate, e che per l’Amministratore Delegato si preveda una quota retributiva variabile in aggiunta, da erogare al raggiungimento di precisi obiettivi che l’Assemblea dei Soci avrà deliberato.

 

L’integrazione degli ultimi due emendamenti proposti è rivolta a riportare i costi direzionali dell’azienda ad un criterio di sobrietà che i tempi ormai impongono a tutti i livelli di gli enti pubblici

 

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