21 novembre 2011 - Forlì, Sport

Marcopoloshop non brilla ma vince in casa, due punti che ne valgono quattro

Play o non play la Marcopolo si porta a casa una vittoria, sofferta, ma meritata. Ma se la squadra di Vucinic si spende sul campo, la dirigenza brancola ancora nel buio, nel dilemma di rinunciare o meno a Freeman, nell’acquistare o meno un play italiano.

Huff e Teague scaldano da subito i motori, cercando, punto su punto, di mettere pepe al match e in meno di due minuti il punteggio si porta 7 a 6.

Freeman si alterna a Borsato nella regia della Marcopolo e l’americano quando gioca nel suo ruolo è davvero inarrestabile. Colpisce da lontano e da vicino, senza tregua, diventando il attore coprotagonista con Teague di un primo quarto fatto di errori difensivi e giochi di prestigio. Il primo quarto di gioco si chiude con un bel 27 a 23 per i romagnoli.

Tanta imprecisione invece caratterizza la prima parte del secondo tempo, quando gli errori in attacco e in difesa si equiparano, ma anche in questo caso è Forlì ad avere la meglio grazie ad un potenziale d’attacco più vasto rispetto a Sant’Antimo che vede in Teague l’unica minaccia. La stanchezza comincia a farsi sentire, e proprio l’USA di Sant’Antimo viene richiamato in panchina per rifiatare. E’ in quest’occasione che Forlì piazza il massimo vantaggio con un 37 a 28 in proprio favore. Ancora gli errori e qualche problema in fase di costruzione per entrambe le formazioni in campo descrivono bene il secondo quarto, quasi fino alla fine, quando Freeman ne fa una delle sue: prende palla, imposta  il gioco, chiamando un ottimo blocco su Trapani per poi passarlo indisturbato e si cimenta in una sospensione che tanto ricorda il Michael Jordan dei bei tempi, eludendo tutti gli interventi a “muro” e facendo partire un tiro soft che brucia la retina.

Si va di nuovo al riposo, con un parziale di 45 a 35.

Quintetti d’avvio per la seconda parte del match, con un terzo quarto che si apre con ribaltamenti continui ed errori davvero grossolani. Forlì perde con evidenza centimetri di campo in profondità e subisce la ripresa psicologica di Sant’Antimo, dove Teague tornato efficace, suona la carica e porta la squadra a meno 6.

Buio. Si prospetta il fantasma del 3 e 4 tempo, quello che ha caratterizzato il gioco degli ultimi incontri della Marcopoloshop. Vucinic si strapperebbe i capelli, se potesse, mentre Sant’Antimo si porta pericolosamente a meno 4.

Basti pensare che la terza frazione di gioco si conclude in vantaggio di Forlì per soli 3 punti, con un 55 a 52 che non lascia repliche: urge l’introduzione di un play, pena il crollo definitivo della squadra.

Borsato, Natali, Freeman, Trapani e Casoli scendo in campo motivatissimi, cercando di sfatare ogni paura, ma l’inizio non è dei migliori, con due errori in attacco che consentirebbero a Sant’Antonio di portarsi addirittura in vantaggio. Fortunatamente la squadra di Di Carlo, non è lucida e cinica e non approfitta dello sbandamento in costruzione e in attacco di Forlì.

Freeman mette la quarta e cerca di riportare ordine al gioco spostando  il punteggio a 57 contro i 52 di Sant’Antimo. C’è ancora spazio per il terrore del tifo forlivese che a 7 minuti dalla fine vede il punteggio del match in perfetta parità. La prova d’orgoglio inizia ora: finalmente la lucidità di Forlì emerge e fa di necessità virtù. Non c’è un play di ruolo e quindi tocca a tutti muoversi. Su questa presa di coscienza la Marcopoloshop ricostruisce il vantaggio arrivando a 63 contro 57 punti dei campani. Sprechi e rischi, con qualche papera di troppo da entrambe le parti,  ma Freeman va a chiudere la partita trainando la squadra ad un quanto mai agognato 72 a 64 ad un minuto e 5 secondo dal termine. La Marcopoloshop si porta a casa due punti che, viste le assenze davvero importanti, valgono per quattro.

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