15 novembre 2011 - Forlì, Cronaca, Sanità

L’Ausl di Forlì desta l’interesse della Rai

Dei 274 elaborati pervenuti all’Eipa da governi locali, regionali, nazionali e da istituzioni europee, dopo ripetute valutazioni e visite ispettive in loco, ne sono stati selezionati, infatti, 5 per ciascuna delle tre diverse aree tematiche disponibili: “Servizi pubblici intelligenti nel contesto della crisi economica”, nella quale concorre il lavoro forlivese, “Rilancio del settore pubblico attraverso forme di collaborazione istituzionale”, e “Ecocostenibilità, soluzioni concrete del settore pubblico”. Il progetto dell’ospedale “Moragni-Pierantoni” è l’unico italiano ad essere rimasto in lizza, e il solo di ambito sanitario dei 15 approdati all’ultimo atto. Nella sua categoria, si giocherà il successo finale contro le iniziative presentate dalla municipalità di Bilbao (Spagna), dal Ministero dell’Istruzione norvegese, dalla Regione della Catalogna (Spagna), e dalla municipalità di Mannheim (Germania).

Già essere giunti a questo punto, costituisce quindi motivo d’orgoglio, visto che, a prescindere dalla vittoria, tutti i finalisti sono di diritto nel novero delle migliori best practise europee.

«Siamo molto soddisfatti – commenta il direttore generale Licia Petropulacos – si tratta di un importante riconoscimento che gratifica il lavoro dell’intero personale di sala operatoria. Una delle peculiarità del nostro progetto, infatti, è proprio il suo essere nato dal basso, da un’esigenza degli operatori per garantire ancor più efficienza e sicurezza del blocco chirurgico». Altro punto di forza è il basso costo, elemento decisivo visto che la categoria in cui concorre l’elaborato ha per titolo “Servizi pubblici intelligenti nel contesto della crisi economica”. «Abbiamo utilizzato tecnologie già esistenti, come i palmari e il sistema informatizzato – prosegue la dott.ssa Petropulacos – l’incidenza è di poche migliaia di euro, mentre i progetti con cui concorriamo hanno un impatto di alcuni milioni di euro. Inoltre, visto che si sfruttano strumentazioni abbastanza comuni, il sistema è facilmente riproducibile, senza necessità di elevati investimenti».

Nel suo complesso, il sistema informatizzato di sala operatoria, attivo da gennaio 2009, ha permesso la registrazione dei percorsi di 10.395 interventi, nel periodo gennaio 2009-dicembre 2010, registrando 16 fasi sequenziali per ogni paziente. Ognuna di queste fasi viene tracciata in termini di operatore responsabile, luogo in cui viene svolta l’azione, tipo di azione sul paziente, tempo richiesto allo svolgimento dell’azione: il sistema richiede all’operatore incaricato della rilevazione il dato da inserire per poter accedere allo step successivo. In questo modo, è possibile garantire, oltre alla continua e corretta identificazione del paziente, un perentorio controllo delle operazioni eseguite su quest’ultimo. Tutto ciò, a garanzia che “il paziente giusto si trovi nella sala operatoria giusta per il giusto intervento chirurgico”. «I vantaggi del sistema sono l’estrema trasparenza del processo e la possibilità di migliorare, grazie al costante monitoraggio, le nostre performance di sala operatoria – illustrano l’ingegnere Matteo Buccioli e il dott. Vanni Agnoletti, dell’U.O. Anestesia-Rianimazione, autori del progetto – dal punto di vista gestionale, siamo riusciti a ridurre le urgenze dal 25% al 16% con miglioramento dell’appropriatezza delle stesse, in virtù di una più precisa programmazione, e portare il tempo di occupazione della sala dal 71% al 79%. Inoltre, abbiamo individuato tutti gli indicatori di efficienza riconosciuti a livello internazionale, definendo con esattezza i tempi di trasporto del paziente, i tempi anestesiologici, chirurgici, e di risveglio. Grazie alla disponibilità di tutti questi dati, è ora possibile scattare una foto del percorso chirurgico in tempo reale, in modo tale da aumentare ulteriormente le performance». «Essere arrivati alle fasi finali di Eipa, superando la concorrenza di governi e paesi europei con budgets di milioni di euro – concludono – è motivo di grande prestigio per tutto il nostro ospedale, e ribadisce la bontà del progetto che, come espresso più volte dai commissari europei, si è imposto solamente grazie al potere delle proprie idee».   

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