14 novembre 2011 - Forlì, Cronaca, Sanità

Da Maastricht a Forlì vel valutare l'eccellenza del Morgagni Pierantoni

L’informatizzazione del percorso chirurgico realizzata all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì piace all’Europa. L’Eipa (European Institute of  Public Administration) ha infatti selezionato il progetto forlivese fra i 15 finalisti dell’Epsa 2011 (European Public Sector Award), premio biennale volto a riconoscere le migliori best practises a livello europeo nel campo delle pubbliche amministrazioni.

Dei 274 elaborati pervenuti all’Eipa da governi locali, regionali, nazionali e da istituzioni europee, dopo ripetute valutazioni e visite ispettive in loco, ne sono stati selezionati 5 per ciascuna delle tre diverse aree tematiche disponibili: “Servizi pubblici intelligenti nel contesto della crisi economica(Smart Public Service Delivery in a Cold Economic Climate), nella quale concorre il lavoro forlivese, “Rilancio del settore pubblico attraverso forme di collaborazione istituzionale (Opening up in the public sector trough collaborative government), e “Ecocostenibilità, soluzioni concrete del settore pubblico (Going green: concrete solutions from the public sector). Quello forlivese è l’unico progetto italiano ad essere rimasto in lizza, e il solo di ambito sanitario di tutti i 15 finalisti. A Maastricht, il 17 novembre, verrà proclamato il vincitore di ciascuna categoria; tutti i 5 progetti finalisti, comunque, saranno presentati in giro per l’Europa come esempi di best practices.

Se il sistema di monitoraggio e tracciabilità applicato nelle sale operatorie dell’ospedale di Forlì è arrivato sino alle battute conclusive dell’Epsa 2011, è perché i commissari dell’Eipa vi hanno ravvisato diverse potenzialità. In primo luogo, il progetto è stato realizzato a costo zero, implementando le tecnologie già esistenti, su tutte l’informatizzazione. Il sistema, inoltre, è facilmente riproducibile ed applicabile, è stato sviluppato integralmente a livello locale, e, aspetto assai apprezzato, è nato non per input del management dell’Azienda ma dal basso, da un’esigenza sentita dal personale del blocco operatorio.

Nel suo complesso, il sistema informatizzato di sala operatoria, attivo da gennaio 2009, ha permesso la registrazione dei percorsi di 10.395 interventi, nel periodo gennaio 2009-dicembre 2010, registrando 16 fasi sequenziali per ogni paziente. Ognuna di queste fasi viene tracciata in termini di operatore responsabile, luogo in cui viene svolta l’azione, tipo di azione sul paziente, tempo richiesto allo svolgimento dell’azione: il sistema richiede all’operatore incaricato della rilevazione il dato da inserire per poter accedere allo step successivo. In questo modo, è possibile garantire, oltre alla continua e corretta identificazione del paziente, un perentorio controllo delle operazioni eseguite su quest’ultimo. Tutto ciò, a garanzia che “il paziente giusto si trovi nella sala operatoria giusta per il giusto intervento chirurgico”. «I vantaggi del sistema sono l’estrema trasparenza del processo e la possibilità di migliorare, grazie al costante monitoraggio, le nostre performance di sala operatoria – illustrano l’ingegnere Matteo Buccioli e il dott. Vanni Agnoletti, dell’U.O. Anestesia-Rianimazione, autori del progetto – dal punto di vista gestionale, siamo riusciti a ridurre le urgenze dal 25% al 16% con miglioramento dell’appropriatezza delle stesse, in virtù di una più precisa programmazione, e portare il tempo di occupazione della sala dal 71% al 79%. Inoltre, abbiamo individuato tutti gli indicatori di efficienza riconosciuti a livello internazionale, definendo con esattezza i tempi di trasporto del paziente, i tempi anestesiologici, chirurgici, e di risveglio. Grazie alla disponibilità di tutti questi dati, è ora possibile scattare una foto del percorso chirurgico in tempo reale, in modo tale da aumentare ulteriormente le performance». «Essere arrivati alle fasi finali di Eipa, superando la concorrenza di governi e paesi europei con budgets di milioni di euro – concludono – è motivo di grande prestigio per tutto il nostro ospedale, e ribadisce la bontà del progetto che, come espresso più volte dai commissari europei, si è imposto solamente grazie al potere delle proprie idee».

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