3 novembre 2011 - Forlì, Cronaca, Sanità

Influenza: a Forlì 50 mila dosi di vaccino

Lo somministrazione ai soggetti ultrassessantacinquenni e agli adulti con patologie croniche sarà a cura, in gran parte, dei medici di medicina generale, mentre i bambini con malattie croniche verranno vaccinati dalla Pediatria di Comunità, anche attraverso chiamata attiva degli interessati. Gli addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo, il personale che lavora negli allevamenti e nei macelli, e i donatori di sangue potranno rivolgersi, invece, al Servizio di Igiene Pubblicadell’Ausl di Forlì. Le unità operative ospedaliere di Emodialisi e Malattie Infettive si faranno carico di somministrare direttamente il vaccino antinfluenzale ai propri pazienti.

Infine, per il personale sanitario e di assistenza di ospedali e servizi sanitari dell’Ausl, dell’ Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (Irst), e dell’ospedale privato Villa Serena-Villa Igea, saranno le strutture di appartenenza a definire le modalità organizzative.

Chiaramente, può vaccinarsi anche chi non rientra nelle categorie a rischio, acquistando il vaccino in farmacia con ricetta medica e rivolgendosi poi al proprio medico per la somministrazione.

Nell’ultima campagna, nel comprensorio dell’Ausl di Forlì si è vaccinato circa il 68% dei soggetti ultrassessantacinquenni e il 23% degli operatori sanitari; la copertura dei soggetti affetti da patologie croniche, invece, si è mantenuta molto al di sotto del valore raccomandato (75%), in linea con quanto registrato in Emilia Romagna e a livello nazionale. Secondo il rapporto nazionale Passi 2010 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), infatti, la copertura vaccinale media in Italia nella campagna 2010-2011, riferita alle persone 18-64 anni affette da almeno una malattia cronica, è stata pari al 27%, con valori più elevati tra le persone affette da diabete (36%) e malattie cardiovascolari (39%) e coperture più basse tra le persone con insufficienza renale (22%), tumori (28%), malattie respiratorie croniche o malattie del fegato (29%).

Vaccinarsi, tuttavia, specie per le categorie a rischio, è caldamente consigliato: l’influenza rappresenta un importante problema di sanità pubblica, in quanto causa di epidemie stagionali che nei mesi invernali colpiscono in Italia il 5-10% della popolazione.

L’obiettivo della strategia vaccinale non è prevenire l’influenza nella popolazione generale, bensì ridurre il rischio di complicanze, ricoveri e decessi, che sono più frequenti, appunto, nelle persone anziane e nei soggetti di tutte le età che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio, dell’apparato cardio-circolatorio, del fegato, dei reni, del sangue o con tumori.

La vaccinazione è inoltre raccomandata e gratuita per alcune categorie professionali quali i medici e il personale sanitario di assistenza (per ridurre il rischio di trasmettere l’infezione ai degenti nei reparti e nei servizi dove esercitano la propria attività), le persone occupate in servizi essenziali di pubblica utilità (ad esempio scuola, forze dell’ordine, vigili del fuoco, trasporti, ecc.) o a contatto con animali per motivi professionali, per i donatori di sangue e per le donne che all’inizio della stagione influenzale si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. 

Durante la stagione influenzale, per limitare il contagio, occorre rispettare anche alcune semplici misure di protezione personale e di precauzione: coprirsi naso e bocca ogni volta che si starnutisce o tossisce e poi lavarsi le mani; soffiarsi il naso con fazzoletto monouso, gettarlo e quindi lavarsi le mani. In caso di sintomi  influenzali, infine, è bene rimanere a casa e limitare i contatti con altre persone. 

Il periodo più opportuno per effettuare la vaccinazione va dal mese di novembre a tutto dicembre, visto che in Emilia Romagna l’epidemia stagionale evidenzia picchi di incidenza tra fine gennaio e fine febbraio.

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