29 ottobre 2011 - Forlì, Cronaca

Via Firenze e Ravegnana, quegli autovelox sono illegittimi

“La seconda sezione civile della Cassazione ha stabilito che le multe contestate con autovelox automatici su strade urbane ordinarie sono annullabili dal giudice anche quando l'apparecchiatura è autorizzata dal Prefetto”. Questo quanto chiarito dal consigliere PdL Antonio Nervegna che poi specifica: “L'articolo 4 della legge 168/02, che regolamenta le modalità di effettuazione dei controlli di velocità in assenza di agenti accanto alle apparecchiature (piazzate in postazioni fisse protette), stabilisce che tali controlli sono sempre possibili su autostrade e strade extraurbane principali e mai sulle strade urbane ordinarie”. Su questi tratti, infatti, sono ammessi solo gli appostamenti di agenti dotati di apparecchiature di rilevazione, mentre sui tratti extraurbani e quelli urbani di scorrimento, l’autorizzazione all’installazione di autovelox può essere concessa solo se siano evidenti difficoltà a fermare prontamente i mezzi e se sia comprovata la pericolosità della strada in questione. “Il Comune di Forlì ha chiesto al Prefetto di autorizzare postazioni automatiche anche su strade cittadine che non hanno le caratteristiche per poter essere classificate di scorrimento (carreggiate separate, sosta fuori dalla sede stradale e semafori ad ogni incrocio), come via Ravegnana e Firenze – spiega Nervegna che poi prosegue - In questi casi, la linea seguita dai comuni è quella secondo cui, ai fini del controllo di velocità, la classificazione di strada urbana di scorrimento deriva dall'autorizzazione prefettizia a installare la postazione. La Cassazione ha bocciato questa tesi: pur confermando la discrezionalità, è stato puntualizzato che essa non può arrivare ad assumere decisioni contrastanti con disposizioni di legge”. In merito il consigliere ha presentato un’interpellanza per chiedere la sospensione delle postazioni fisse incriminate; “secondo la Corte di Cassazione – conclude Antonio Nervegna - l’automobilista che ha preso una multa può impugnare la sanzione contestando il posizionamento dell’autovelox fisso. Questa scelta, infatti, non rientra nell’ ambito dell’attività discrezionale della pubblica amministrazione ma deve avvenire nel pieno rispetto dei parametri contenuti nel Codice della strada. La sentenza rileva che il Decreto legge 121 del 2002 non conferisce al Prefetto il potere di inserire nello specifico elenco una strada, facendo uso di criteri diversi da quelli previsti dall'art. 2 del codice della strada: di conseguenza, laddove il Prefetto ecceda dai limiti segnati dalla norma del Cds, il giudice ordinario può disapplicare l'atto o il provvedimento amministrativo''.

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