28 ottobre 2011 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Santarelli, "troppi dubbi sul quel progetto"

Il Comitato contro la chiusura perplesso sulle scelte operate dall'amministrazione comunale

Come precisato dal Comune di Forlì nei giorni scorsi, l’Asilo Santarelli sarà salvato. L’accordo raggiunto prevede la presa in carico della gestione ASP, con il relativo pagamento del personale, e la messa a norma di una struttura che non rispetterebbe gli standard qualitativi imposti dalla Regione. I bambini saranno trasferiti in un altro edificio di proprietà comunale per il periodo necessario per terminare i lavori di ristrutturazione dello stabile. Sembrerebbe un “lieto fine” perfetto per la vicenda ma in realtà non è così. Delle strategie messe in campo dall’amministrazione sono rimasti piuttosto perplessi i membri del Comitato “Salviamo il Santarelli”, che in prima battuta sottolineano che “non è dato ancora sapere se ci sarà la possibilità di aprire le iscrizioni per le nuove classi a gennaio 2012”. Non è tutto qui, perché i membri che si sono mobilitati contro la chiusura della struttura lamentano altri dubbi sul progetto di recupero proposto. “Pur apprezzando la volontà del CDA e del Comune di voler mantenere aperta la struttura e di volerla migliorare sono emerse incongruenze fortissime – spiegano con un comunicato ufficiale i genitori che fanno parte del Comitato - Il Comune nelle vesti del CDA ha stabilito che unica operazione certa è la chiusura della attuale sede a settembre 2012 per importanti ma generici lavori, senza ancora alcun progetto né alcun tipo di stima economica o precisazione dei tempi di esecuzione di detti lavori”.

Diverse le opere di recupero ipotizzate per mettere a norma una struttura come il Santarelli destinata ad accogliere i bambini: dalle opere di adeguamento degli scarichi e dell’impianto elettrico, al rivestimento della pavimentazione della palestra.

“I lavori di cui si è parlato (quanto previsto dal D.LGS. 81/2008) potrebbero essere dilazionabili in più anni e svolti senza problemi nei mesi estivi, quando i bimbi non sono presenti nell’immobile (in specie quelli più rilevanti; gli interventi minori potrebbero essere effettuati, con le dovute cautele, anche durante l’anno didattico)” sottolinea ancora il Comitato dei genitori.

“I genitori temono che l’asilo non resti chiuso per un solo anno ma almeno per due visto che per questo tipo di lavori si devono ancora presentare progetti , studi di fattibilità ,calcoli economici, reperire adeguata copertura finanziaria, fare le gare d’appalto. Di converso, se nel frattempo non si raccolgono le nuove iscrizioni, i bambini che frequentano oggi il primo anno avranno finito”, spiegano i genitori che ribadiscono: “Se veramente il Comune vuole che il Santarelli viva, devono necessariamente essere raccolte le nuove iscrizioni”.

Espresse le loro ragioni il Comitato attende un riscontro in merito e auspicano un incontro con il Sindaco e con gli assessori coinvolti quanto prima. Un  caso analogo per molti aspetti a quello dell’Asilo Santarelli è sicuramente la vicenda che ha visto la chiusura temporanea della scuola Diego Fabbri di Forlì le cui classi sono state trasferite per permettere di svolgere le opere straordinarie di messa a norma. “Non si capisce perché qui non si debba fare la stessa cosa, ammesso e non concesso che occorra questa chiusura dell’attuale sede in Via Caterina Sforza”, conferma con forza il Comitato che chiude, “occorre qualcosa di legalmente tangibile sulle reali volontà di questo Comune di rispettare le parole date e i propri impegni presi (vedasi, tra i tanti, il recente Piano Programmatico 2011-2013 dell’A.S.P. O.A.S.I. adottato nel Gennaio 2011)”.

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