28 ottobre 2011 - Forlì, Cesena, Cronaca, Economia & Lavoro

Vox populi, si spera nella Romagna

Più che l'architettura di Area Vasta, pur importante per le sinergie e i processi di integrazione tra le città di Romagna su sanità, trasporto pubblico, sistema fieristico, sistema aeroportuale, interessa il tema della Romagna più forte, magari anche come Regione, che non debba più soggiacere all'Emilia, penalizzata da minori risorse e considerazione.

Se ne è avuta la prova al Vox populi della Confcommercio su Area Vasta in cui il dibattito è sgusciato sull'assetto istituzionale della Romagna e sull'auspicato referendum per dare ai cittadini il potere di decidere. Anche il segretario del Pd Daniele Zoffoli si è detto favorevole al referendum: il sindaco di Cesenatico Roberto Buda e il segretario della Lega Nord provinciale Jacopo Morrone hanno incassato molto soddisfatti e così un romagnolista acceso e appassionato della prima stagione quale Riccardo Chiesa, che come sempre ha parlato al cuore degli ascoltatori. Il consigliere regionale Tiziano Alessandrini (Pd) ha sostenuto la tesi che la Regione Emilia-Romagna non deve perseguire lo sviluppo policentrico, ma al contrario sistemico e in rete e in questo senso in Romagna, come altrove, vanno prima di tutto abbattuto i campanili. Su Macfrut ha detto che va pensato al bene della rassegna, prima di tutto e se per lei fosse meglio essere spostata a Rimini, così dovrebbe essere. Buda e Morrone, più pacato il primo più agguerito il secondo, hanno criticato il malgoverno del Pd in una Regione emilianocentrica.

E' molto piaciuto al pubblico l'appello di Chiesa all'Europa delle Regioni con più spazio e potere al sano localismo.

"Ci sono alcune partite in gioco decisive per lo sviluppo del terrtitorio - dice il presidente della Confcommercio cesenate Patrignani - e fra questa spicca Area Vasta come possibile ambito per creare una Romagna più forte e più ricca di servizi integrati e ottimizzati. Ma di pari passo resta prioritaria la questione dell'assetto isituzionale  e noi siamo convinti che il referendum sulla Regione Romagna, indipendentemente dal merito, sia un passaggio di grande democrazia da espletare. L'obiettivo che ci dobbiamo porre è quello di colmare il gap annoso tra Romagna e Emilia, dotando la Romagna di maggiore forza, infrastrutture, fruibilità e risorse per sprigionare le straordinarie potenzialità di questa terra unica a cui siamo orgogliosi di appartenere".

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