25 ottobre 2011 - Forlì, Cronaca, Politica, Sanità, Società

Dramma carceri: "il Governo si muova"

La situazione carceraria italiana è insostenibile ormai da anni, ed è ritenuta a livello internazionale indegna di un Paese civile. Nonostante la condanna espressa dalla Corte Europea dei diritti e i ripetuti richiami del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Governo ha tagliato le risorse per l’amministrazione penitenziaria, non ha attuato il Piano Carceri del 2010 e ha assunto provvedimenti in materia di sicurezza che hanno trasformato il carcere in una vera e propria “discarica sociale” per tossicodipendenti, immigrati irregolari e persone in condizione di marginalità.

Questo è quanto si legge in una nota diffusa dal gruppo regionale del PD che proprio in queste ore ha presentato una risoluzione per spronare il Governo Italiano a prendere provvedimenti.

”In Emilia-Romagna sono presenti 4.373 detenuti a fronte di una capienza massima prevista di 2.394 unità” Spiega Thomas Casadei, consigliere regionale del PD che continua,  “e stando al nostro territorio - il carcere di Forlì è in una situazione insostenibile di sovraffollamento, con celle singole adibite a doppie, umidità oltre ogni limite e gravissima carenza di personale. L’ordinamento italiano, tuttavia, prevede che il carcere sia una struttura finalizzata al reinserimento sociale dei detenuti, e non un luogo di umiliazione e svilimento”.
Nel corso dell’Assemblea legislativa è stata stilata e sottoscritta una risoluzione che chiede al Governo di dare immediata attuazione al Piano Carceri con gli 11 nuovi istituti previsti e di riportare all’ordine del giorno dei lavori parlamentari la riforma del sistema penitenziario incentrata sulla funzione di recupero della pena.

“Si chiede inoltre – conclude il consigliere Casadei - che siano stanziate le risorse indispensabili al mantenimento di condizioni dignitose per i detenuti e all’attivazione dei programmi formativi e di recupero. Il Governo nazionale dovrebbe aumentare la dotazione organica degli agenti penitenziari, favorire l’attuazione di misure restrittive alternative al carcere, istituire il Garante nazionale dei diritti dei detenuti, e decidere il superamento definitivo degli Istituti psichiatrici giudiziari che, come messo in evidenza dal lavoro della Commissione d’inchiesta sul Sistema sanitario nazionale presieduta dal Senatore Ignazio Marino, rappresentano un vero e proprio scandalo per un paese civile”.

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