Aeroporti romagnoli in profonda crisi, dalla Provincia parte la "caccia" a nuovi soci

Il consiglio provinciale che si è tenuto questo pomeriggio ha visto la situazione degli aeroporti romagnoli al centro del dibattito con una serie di interrogazioni presentate da PdL e Lega in merito ai progetti futuri e stato di salute degli scali.

Decisioni e progetti, infatti, tardano ad arrivare e questo rende ancora più difficile una situazione che, critica per natura, rischia di avere ripercussioni importanti su molti settori economici del territorio.

“Nei giorni scorsi si è riunito il cda di Sar e ha preso in considerazione il piano industriale. Il documento non è ancora completato, manca la parte relativa al progetto di sviluppo, siamo in ritardo di circa un mese. Crediamo che Forlì debba mantenere la connotazione di un aeroporto commerciale a tutto tondo, a questo obiettivo conformeremo tutta la nostra azione.

Il debito di Aeradria (Rimini), salito ad oltre 7 milioni di euro, rischia di compromettere ulteriormente la faccenda. A questo proposito il capogruppo provinciale del PdL Stefano Gagliardi ha chiesto delucidazioni in merito ai progetti della nuova holding. “Il deficit di bilancio (di Aeradria ndr.) 2010 non è pari a 2,5 milioni di euro ma a ben 7,6 e a questo si aggiungono i circa 21 milioni di investimenti che Aeradria dovrà effettuare nei prossimi anni per mettere a norma l'aeroporto (pista, torre di controllo, ecc) nonché quelli che dovranno essere versati a Wind jet. Insomma, se Forlì stava male, Rimini non aveva motivi per ridere: forse questo nelle trattative a Bologna si sarebbe dovuto far valere di più e andare con la schiena dritta”.

“Non siamo felici che anche Rimini abbia problemi” – ha risposto Castagnoli che ha poi spiegato, “con due difficoltà è più complesso costruire un progetto futuro e mettere un segno ‘più’ in fondo al bilancio. Da parte nostra abbiamo illustrato la situazione del bilancio con trasparenza, speriamo che così facciano tutti. Non c’è volontà egemonica, ma neanche l’intenzione di svendere la struttura. Sarà importante, su questo, il ruolo della Regione. Infine, per noi è essenziale individuare un partner per la privatizzazione, sia che venga dal territorio regionale, sia che arrivi da fuori”.

La proposta che viene dal palazzo di piazza Morgagni è di pubblicare un nuovo bando. “A dare maggiori garanzie per noi è un bando aperto a tutti, più semplificato di quello della scorsa primavera. Siamo alla vigilia di decisioni importanti, l’aeroporto è ancora malato, ma crediamo di aver individuato la cura giusta”.

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