6 marzo 2014 - Forlì, Agenda, Cultura, Società

Otto marzo, a Dovadola si festeggia tra bijoux e fotografia

DOVADOLA - Sabato 8 marzo 2014 Corte San Ruffillo (via San Ruffillo 1 - Dovadola) propone un ricco programma di iniziative in occasione della festa delle donne: alle ore 19.30 inaugurazione dell'esposizione di due diverse collezioni di bijoux di Silvia D'Eusebio e delle mostre fotografiche di Gianluca Colagrossi: "Guinea. Un paese chiamato donna" e "Io ci sono - Ritratti" alla presenza degli artisti, della titolare di Corte San Ruffillo Sara Vespignani e del sindaco Gabriele Zelli.  

La prima mostra fotografica nasce da un reportage effettuato nel 2005 da Gianluca Colagrossi e viene messo in risalto come le donne sono il corpo e l'anima dell'economia africana. Esse inventano, creano e affrontano sfide quotidiane che impegnano un'intera vita, oltre a unirsi nel tentativo di superare situazioni difficili e di dare vitalità alle debolissime economie familiari. Guinea in lingua locale significa "donna" e questa denominazione, seppure storicamente casuale, è rappresentativa.

 

Il reportage di Colagrossi apre uno spiraglio su un paese ai più sconosciuto, ma non per questo meno ricco di fascino come la Guinea e in particolare la sua capitale Conakry. Si tratta di una città in cui la vita è estremamente difficile, con un tasso di disoccupazione elevatissimo, caratterizzata dalla totale mancanza di strutture pubbliche e di servizi di base, dove le donne possono ancora morire di parto e dove la popolazione è falcidiata da malattie.

 

Nonostante tutto ciò si tratta di un luogo dove le donne, con un vigore che solo in Africa è possibile riscontrare, si attivano e si adoperano per sfamare loro stesse e le loro numerosissime famiglie. Protagonista dunque è l'operosità, l'impegno, la forza, la fierezza e la gioia delle donne di Conakry, l'imprenditorialità che rappresenta l'anima produttiva della capitale, un'anima che spesso si tinge di rosa. Sono infatti prevalentemente le donne le protagoniste delle fotografie di Gianluca Colagrossi, perché protagoniste delle cooperative da loro fondate che operano nei diversi settori dell'artigianato: tintura e tessitura, affumicazione del pesce, tre delle principali attività che generano reddito.

Le immagini in bianco e nero delle realtà lavorative e artigianali presentano uno spaccato del paese forse inedito per la gran parte dell'opinione pubblica. Invece di indugiare sul lato della disperazione che pure esiste e che troppo spesso dipinge negativamente tutto ciò che a che fare con l'Africa, l'autore ha preferito presentare la vita quotidiana di donne impegnate. Emerge così un'immagine inedita della realtà urbana africana, una realtà fatta certamente di stenti, di fogne a cielo aperto, di condizioni di lavoro duro, ma anche di positività, di desiderio di riscatto, di voglia di lavorare insieme, di fierezza, dignità e di coraggio femminile. Non potrebbe non essere così, d'altronde, in uno stato che si chiama "donna".

Nella seconda mostra: "Io ci sono - Ritratti", le donne ritratte da Colagrossi sono studentesse o lavoratrici che hanno in comune un viaggio; chi è partita per studiare e chi per lavorare e ora si è fermata in Italia. I visi sono sorridenti, lo sguardo è quello di chi si mette in gioco e che dice io ci sono e vado avanti.
Durante il corso della serata, inoltre, Silvia D'Eusebio presenterà due diverse collezioni di bijoux composte da pezzi unici o a tiratura limitata; una ispirata ai colori solari e accesi dei fiori tropicali, l'altra invece che richiama toni più tenui e delicati dei boccioli e dei fiori della primavera italiana.

A seguire, per chi vorrà fermarsi, cena con menù degustazione "Viva le donne" (30.00 euro per informazioni e prenotazioni 0543934674 - 3489404101) accompagnato dai vini della Cantina Marta Valpiani che saranno presentati da Elisa Mazzavillani.

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