10 febbraio 2014 - Forlì, Cesena, Sanità

Ausl unica, ecco le idee della Cisl

ROMAGNA - Sono mesi di lavoro intenso per l’operatività dell’Ausl unica di Romagna. Nell’incontro con i sindacati del 21 gennaio scorso, è stata ribadita la necessità di puntare su soluzioni informatiche che permettano a dipendenti e operatori sanitari di lavorare in rete con una maggiore efficienza e senza dover centralizzare le sedi di lavoro, almeno per determinate funzioni. «L’incontro proposto dalla Direzione aziendale -precisa Antonio Cinosi,  il segretario Cisl Romagna, con delega alle politiche socio sanitarie, - aveva l’obiettivo di avviare il confronto con l’Ausl unica, in per attuare i protocolli già firmati con le 4 ex conferenze socio sanitarie, sulla sua costituzione e sulle relazioni sindacali».

 

Un incontro proficuo, secondo le organizzazioni sindacali, tanto che sul fronte tecnologico, informa Cinosi si sta implementando  la rete intranet della nuova azienda, primo passo per la nascita di un lavoro effettivamente di rete. I vertici del nuovo organismo e in particolare il direttore generale  Andrea Des Dorides («La cui scelta mi pare oculata, sia sotto il profilo politico che sotto quello professionale, data la sua esperienza in questo campo e le competenze sviluppate», commenta Cinosi) ora sono soprattutto impegnati a risolvere le tante questioni burocratiche connesse alla nascita del nuovo ente, ma a partire da marzo occorrerà affrontare scelte importanti, come quella del direttore amministrativo e sanitario e della sede operativa. Mentre quella legale al momento è stata collocata a Ravenna, in via Largo Chartres. 

 

Si tratta di decisioni sulle quali la Cisl, assieme alle altre organizzazioni sindacali, si sente di ribadire alcuni principi che sin dall’inizio hanno ispirato la creazione dell’Ausl Romagna: «Non spendere meno ma spendere meglio: questo il criterio con cui abbiamo chiesto si concretizzasse l’unificazione delle quattro Ausl, per razionalizzare il livello di spesa e servizi in modo da  avere più risorse per alzare la qualità dei servizi stessi (le ex 4 Ausl  erano di piccole dimensioni, con nessuna presenza di  azienda ospedaliera e/o universitaria).

 

Bene, in questa logica, nella nuova organizzazione, è indispensabile anche individuare e utilizzare quelle sedi che sono già a disposizione (perché di proprietà) dell’Ausl, senza moltiplicare i costi e iniziare ad  internalizzare quelle prestazioni e quei servizi (sia in termini di diagnosi che di servizi sanitari),  oggi forniti  da strutture private, che si possono erogare utilizzando al meglio le risorse umane e tecnologiche già esistenti nel pubblico. Auspichiamo quindi che nelle prossime settimane venga fatto un censimento delle sedi di proprietà dell’Ausl (tra le quali c’è anche quella di Ravenna) per decidere quella più adatta ad essere la sede operativa». 

 

Sempre a livello di principi, la Cisl Romagna non nasconde che la principale preoccupazione del sindacato, in questo delicato passaggio dell’Ausl unica, è il mantenimento di un livello adeguato dei servizi per la popolazione anziana, toccata inevitabilmente dalla riduzione dei posti letto, ma anche  dalla necessaria riorganizzazione della rete ospedaliera : «Da questo punto di vista – sottolinea  Cinosi - chiediamo una forte accelerazione dell’implementazione dei servizi di prossimità, cioè la diffusione delle case della Salute, e anche degli ospedali di comunità.  Ulteriori ritardi  in questa direzione rischiano di non fornire una risposta  adeguata per quella fascia di popolazione».

 

 

Infine, sull’ingresso della Regione Emilia-Romagna nel patrimonio azionario dell’Irst di Meldola (con un 35% di azioni): «Come Cisl non possiamo non pensare che il ruolo del Pubblico in campo sanitario debba essere importante - conclude il segretario -. Auspichiamo che l’Irst resti un polo d’eccellenza nelle cure oncologiche e speriamo che la politica non interferisca con il lavoro dei professionisti che fanno di Meldola al momento l’unico servizio di terzo livello sul quale l’Ausl unica può contare».

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