1 febbraio 2014 - Forlì, Agenda, Cultura, Spettacoli

"Nella città l'inferno", spettacolo alla Fabbrica delle Candele

FORLI' - Domenica 2 febbraio alle ore 21.00 alla Fabbrica delle Candele la Compagnia Teatrale, il Teatro delle Forchette porterà sul palco lo spettacolo “Nella città l’inferno”, messa in scena tratta dal testo di Suso Cecchi D’Amico e con la regia di Stefano Naldi.

 
Lo spettacolo:
“Nella Città l’Inferno” torna in Romagna e più precisamente alla Fabbrica delle Candele di Forlì, come primo titolo in Cartellone di Atto Unico presentato  da  Teatro Delle Forchette, in collaborazione con l'ass.to alle Politiche Giovanili di Forlì.  La vicenda originale vice luce in un libro semi-autobiografico scritto negli anni 50 da Isa Mari, che era stata veramente in carcere. Il regista Castellani assieme alla sceneggiatrice preferita da Visconti Suso Cecchi D’Amico 
passarono molte settimane a documentarsi, sia in Tribunale per assistere ai processi, sia nelle carceri per incontrare detenuti. 
Durante queste ricerche l’idea originaria era quella di utilizzare, come interpreti con la Masina vere carcerate, ma l’idea venne scartata a favore di attrici autentiche. Inizialmente come nel romanzo l’unica protagonista doveva essere Giulietta Masina, che interpreta Lina, una domestica di Roma che viene accusata di complicità nel furto commesso nella casa in cui lavora. Non volendo accettare la responsabilità del vero autore del misfatto, il suo fidanzato, se ne accolla la colpa, per cui viene arrestata e condotta nella prigione femminile delle "Mantellate".. Qui subisce la personalità di Egle, una detenuta ormai avvezza al carcere che la prende sotto la sua protezione nei confronti 
delle altre carcerate. Per Lina l’esperienza della detenzione sarà drammatica. Infatti, quando viene riconosciuta innocente e torna in libertà, Lina è ormai un'altra persona, con una visione della vita 
trasformata dall'esperienza carceraria e dal contatto con il violento, ma a suo modo magnetico, mondo del crimine.
Per il ruolo di Egle si pensò subito a Silvana Mangano ma il cachet chiesto dall’attrice fu tale che la produzione ripiegò su altra attrice. La Masina stessa propose Anna Magnani, che accettò non solo 
di buon grado ma in pratica si impadronì del soggetto e del ruolo a tal punto che si venne a creare un forte dissapore tra le due attrici, cosa che fece dire alla Masina in alcune interviste frasi come “ Io dovevo essere la protagonista ma alla fine fui quasi spazzata via; quello non è più un film di Castellani ma è un film della Magnani…”.
Per altro, di questo film si vocifera che la copia che circola oramai da anni sia contraffatta, diversa da come il regista intendeva l’opera, con soppresse intere sequenze e addirittura un montaggio 
rifatto, contro la volontà dell’autore stessa dell’autore.
A prescindere, il Regista Stefano Naldi in questa produzione targata Teatro Delle Forchette, si rifà alla sceneggiatura originale di Suso Cecchi D’Amico come spunto per parlare non solo della vicenda nota, ma di un “oltre” le sbarre che trascende l’epoca o i tempi e diviene dramma quotidiano del sempre. Allora come oggi, persone dietro le sbarre sono in attesa, forse di tutto o forse di niente, stato emotivo oggigiorno spaventosamente paragonabile ad una società malata che 
dalle sbarre ci sta al di fuori ma in realtà se ne è create di interiori e se le porta dietro pure per strada. Un mondo generale divenuto in realtà microcosmo dove l’individuo di crea il proprio 
spazio egoistico di sopravvivenza e vive l’attimo temendo o sperando in un futuro sconosciuto. Per questo la scenografia voluta e pensata dal regista è fatta di sbarre che si muovono, di celle che cambiano posizione di continuo creando spazi multidimensionali dove a volte non si distingue il dentro e il fuori in un gioco di costruzioni e distruzioni emotive e fisiche. E come al cinema, per credere in un “fuori” e relativo futuro visto come salvezza, ci vuole uno schermo, in questo caso il piccolo specchio gelosamente custodito dalla più giovane del gruppo, attraverso il quale in un gioco di riflessi si riesce a vedere “il mondo fuori da li”, e le persone “libere” che vi si trovano. Intriganti le musiche, tutte per chitarra e ottenute dal tema rielaborato di una canzone del gruppo forlivese dei “minimo”, del quale Stefano Naldi è leader. La canzone si chiama e non a caso “Sogno di Donna” ed è inclusa nel secondo album del gruppo dal titolo “ Bevo solo per sentire il sapore”.

 

La vena musicale del regista, oramai sempre più noto per i suoi musical, salta fuori in questo spettacolo anche in una sottolineatura colta in ambito storia del musical talmente sottile che pochi la colgono; Bob Fosse era un ammiratore di Fellini e ovviamente consorte, per cui vedendo “ Nella città l’inferno” per via della presenza della Masina ebbe l’incipit iniziale per quello che sarebbe diventato il suo “ Chicago”, musical drammatico sull’ambiente carcerario femminile, dove le assonanze con questo film sono più che evidenti. Quindi, in certi momenti registici dello spettacolo, l’omaggio a Fosse diviene presente nell’iconico visivo delle detenute a loro modo provocanti e sexy, mentre schioccano le dita a tempo, ad un “pubblico” di giudici commissari e giornalisti 
divenuti “marionetta vaudevilliana” in questo piccolo gioiello teatrale interpretato da sei attrici e due attori, trai i quali come guest, la giornalista attrice forlivese Francesca Leoni e il Presidente stesso del Teatro delle Forchette il regista Antonio Sotgia.

 

INGRESSO UNICO € 5,00
 

Si consiglia la prenotazione.
Info e Prenotazioni: 339/7097952 - 347/9458012
ulteriori www.teatrodelleforchette.it o per prenotazione ai numeri 
3397097952 – 3479458012.

 

INGRESSO UNICO € 5,00

Info e Prenotazioni: 339/7097952 - 347/9458012
 

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