30 gennaio 2014 - Forlì, Economia & Lavoro, Politica

Crisi economica, l'occhio del ciclone è su Forlì

FORLI' - Ormai anche sul tema della crisi economica, che pure attraversa tutta l’Italia, Forlì pare avere una propria peculiarità.

 

Purtroppo quasi tutti i grandi gruppi industriali presenti dichiarano difficoltà tali da paventare forti riduzioni di personale (Alpi Modigliana), rischio di chiusura totale (Cantieri del Pardo), delocalizzazione all’estero (Electrolux), delocalizzazione in altre Regioni (Ferretti). L’elenco potrebbe continuare con la Dometic Italy e altri ancora.

 

Che fare quindi di fronte a questo terremoto che, di fatto, porta il territorio forlivese a deindustrializzarsi fortemente?

 

"Prima di tutto servirebbe una politica industriale nazionale che a tutt’oggi non c’è ancora, e interventi mirati, in collaborazione con l’Europa, a partire dai settori dell’auto e degli elettrodomestici", spiega il consigliere regionale del PD, Tiziano Alessandrini per cui è inoltre necessario accelerare i tempi per la presentazione del progetto di legge regionale sull’attrattività del “sistema Emilia-Romagna” finalizzato a rendere la regione un ambiente più favorevole per fare impresa, attrarre investimenti dall’estero e trattenere coloro che sono tentati da Paesi esteri che offrono costi più bassi, a partire da quelli del lavoro.

 

Inoltre, "sperando che nessuno a livello locale pensi che un territorio possa fare a meno del manifatturiero, non può essere totalmente assente una politica locale di marketing territoriale, soprattutto per promuovere le nostre forti potenzialità in un settore fortemente innovativo come l’aeronautico - continua Alessandrini - Dobbiamo creare le condizioni  e su questo sto lavorando insieme al capogruppo regionale del Pd, Anna Pariani,  affinché la Regione, in questa girandola di Tavoli, ne costituisca uno a Forlì insieme agli attori istituzionali e sociali locali, per elaborare una proposta organica per il rilancio del territorio caratterizzata da alcuni punti".

 

Il primo consiste nel fare leva sulla promozione della ricerca, dell’innovazione, dell’internazionalizzazione delle imprese, a partire da quelle manifatturiere, attraverso un ruolo attivo dei laboratori della Rete Regionale Alta Tecnologia e dei Centri per l’innovazione, cominciando da quelli più direttamente legati al territorio, per stimolare e accompagnare anche processi di diversificazione produttiva delle imprese.

 

 

Il secondo è il rilancio dei settori della “nautica” e del “mobile imbottito” (l’export del terzo trimestre 2013 del distretto ha segnato un -4,8%), attraverso il supporto alla ricerca e all’innovazione (elettronica, design, progettazione, materiali, qualità, ecc).

Il terzo deve proporsi di promuovere un Tavolo fra le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Liguria per attivare sinergie nei due settori richiamati, evitando competizioni (è il caso della Ferretti).

 

 

Il quarto punto è supportare le istituzioni locali nella interlocuzione con il governo sulle aziende multinazionali come la Electrolux. È infatti verosimile che i problemi vissuti da stabilimenti presenti in altre Regioni, prima o poi, possano riguardare anche quello di Forlì. E allora sarebbe importante fin da subito attivare il Punto di Contatto Nazionale (strumento ancora troppo poco praticato) affinché lo stesso possa tutelare il valore socio-economico del territorio, chiedendo l’applicazione e l’attuazione delle linee guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali inerenti ai temi della Responsabilità Sociale d’Impresa.

 

 

"Infine - conclude il consigliere regionale - bisogna chiedere alla Commissione Europea di sostenere il settore degli elettrodomestici, soprattutto nei paesi come l’Italia, che non sono competitivi sotto il profilo della pressione fiscale e del costo del lavoro, ma che sono all’avanguardia in materia di innovazione e di tutela dei diritti dei lavoratori".

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