21 gennaio 2014 - Forlì, Economia & Lavoro, Società

Chiusura Ferretti, la Cgil annuncia: "pronti a coinvolgere nella lotta tutte le maestranze del gruppo"

FORLI' - I titoli apparsi sulla stampa locale quest’oggi hanno allarmato immediatamente la Cgil.

La chiusura repentina della Ferretti, così come riportato dai giornali, con contenuti abbastanza dettagliati, ha sortito come effetto la replica immediata del sindacato: “Non sappiamo se la fonte di quanto riportato da alcuni quotidiani sia di provenienza aziendale – scrive Luigi Giove, segretario generale Fillea Emilia Romagna - Se fosse così la cosa sarebbe doppiamente grave: per il merito ovviamente, ma anche per il metodo che rappresenterebbe una brutta novità nelle relazioni industriali sin qui tenute da Ferretti SpA”.

 

La Cgil attende, comunque, l’incontro fissato, tuttavia se fossero confermate le indiscrezioni di stampa, “la posizione aziendale sarebbe a dir poco incomprensibile – commenta Giove - In particolare non si capirebbe la necessità di chiudere un cantiere, anche a fronte di una riduzione degli ordini, mentre si stanno utilizzando ammortizzatori sociali che consentono, per la loro durata, di affrontare senza traumi la situazione”.

 

Risulta in tal senso ancora valido l’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro, patto la cui scadenza è fissata per il giugno prossimo, che permette l’utilizzo della CIGS per tutti i siti produttivi.

L’intesa, tra l’altro, prevede anche la possibilità di licenziamenti volontari ed incentivati e la possibilità di prorogare ulteriormente l’accordo per sei o dodici mesi.

 

“Abbiamo altri strumenti a disposizione per gestire un calo delle produzioni – spiega il segretario generale di Fillea - Calo delle produzioni che dovremmo tutti porci l’obiettivo di recuperare sia con una maggiore efficacia dell’azione commerciale, sia con una più efficiente organizzazione produttiva”.

Sarebbe quindi senza alcun senso la chiusura di uno stabilimento con il trasferimento di tutti i lavoratori in altri siti produttivi.

 

“Se si spostassero dei lavoratori – aggiunge Giove - questo vorrebbe dire che si sposterebbero anche delle lavorazioni, e questo a sua volta dimostrerebbe che il lavoro c’è. Magari ce n’è meno, ma c’è! A che scopo ipotizzare costose, sul piano economico e sul piano sociale, deportazioni di massa?”

 

Sindacato, così come i lavoratori, si attendono a questo punto chiarimenti e la Cgil è pronta a spostare il dibattito anche al di fuori del territorio forlivese, proprio come si evince dalle parole del coordinatore nazionale per il gruppo Ferretti:

 

“Se sarà necessario conquistarla una trattativa vera, si sappia fin da ora che non sarà una questione “forlivese”, ma coinvolgerà ovviamente tutte le articolazioni produttive del gruppo. Pertanto, qualunque iniziativa di lotta non potrà non coinvolgere tutte le maestranze del gruppo Ferretti SpA”.

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