17 gennaio 2014 - Forlì, Società

Riduzione dei Rifiuti, Forlì premiata a Roma

FORLI' - Il Comune di Forlì è tra i vincitori nella categoria “Pubbliche Amministrazioni”. In Emilia Romagna, secondo Legambiente,  per dare concretezza all’obiettivo del 25% di riduzione previsto nel Piano rifiuti,  è necessario varare un Piano regionale di Prevenzione

Per fare questo è necessario un coinvolgimento massiccio e trasversale, dalle istituzioni, ai cittadini, da chi presta il servizio a chi lo gestisce.

 

Lavastoviglie mobili a noleggio e piatti “veri” in occasione di eventi, sagre e feste; recupero dei pasti non consumati in mense scolastiche e aziendali, così come degli alimentari prossimi alla scadenza nei supermercati, da distribuire nelle strutture di solidarietà come le mense della Caritas; incentivi all’uso dei pannolini lavabili al posto di quelli usa-e-getta; installazione in uffici e comunità di distributori d’acqua di rubinetto al posto di quella in bottiglie; spazi in cui i singoli possono vendere o scambiare gli oggetti che non usano più invece di buttarli via: sono alcune delle iniziative innovative vincitrici del primo Premio nazionale sulla prevenzione dei rifiuti.

 

La giuria di esperti ha scelto i vincitori delle diverse categorie, tra cui spicca il Comune di Forlì nella sezione “Pubbliche amministrazioni”. Forlì ha candidato due iniziative di prevenzione.

 

La prima, rivolta alla riduzione dello spreco alimentare e della produzione di imballaggi nelle mense scolastiche comunali (oltre 700.000 pasti distribuiti ogni anno), la seconda rivolta alla diffusione dell’utilizzo di pannolini lavabili e compostabili in sostituzione di quelli usa e getta da destinare alla raccolta indifferenziata.

 

Nella progettazione e implementazione di queste iniziative l’amministrazione si è distinta per l’utilizzo dei vari strumenti a disposizione delle P.A. (non da ultimo la leva economica) e per la capacità di coinvolgere i vari stakeholder e sensibilizzare la comunità.

 

Due progetti di alto valore, che si vanno ad aggiungere a tutte quelle azioni censite anche nel recente dossier “Comuni Ricicloni dell’Emilia Romagna”, presentato lo scorso dicembre a Finale Emilia (scaricabile a questo link). Esperienze queste da cui  è possibile partire per dare obiettivi e strumenti concreti a tutto il territorio dell’Emilia Romagna, attraverso il Piano Regionale di Gestione Rifiuti, che portino ad una Regione capofila del riciclo e della prevenzione.

 

Per questo, secondo Legambiente, "è necessaria un'azione da parte di tutti, delle istituzioni ma anche del mondo delle imprese. In primo luogo le aziende di gestione devono essere disponibili e protagoniste nell'applicazione di metodi di raccolta funzionali alla tariffazione puntuale, cioè in grado di misurare le quantità di rifiuto conferito, ma a seguire anche il sistema della distribuzione e del commercio deve cominciare a fornire una gamma di prodotti a minor utilizzo di imballaggi o con vuoto a rendere.

 

E’ evidente quindi che le opportunità di una virata definitiva verso obiettivi ambientalmente avanzati ci sono e hanno la concretezza delle esperienze già attuate a scala comunale in molti  territori della regione. Sta alla politica regionale e all’apparato di governance,  tradurre in esperienza generalizzata queste eccellenze, mettendo in conto anche di scontentare  qualche centro di interesse di peso che ancora si oppone a questi cambiamenti".

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