14 gennaio 2014 - Forlì, Cronaca, Cultura, Società

Dovadola, ventimila euro per il recupero dell'antico loggiato

DOVADOLA - Un tempo, prima che Cosimo de' Medici creasse ai confini della sua signoria la città-fortezza di Terra del Sole, la difesa dei domini fiorentini in Romagna era affidata a Dovadola. Per le funzioni che doveva assolvere il borgo godeva di una posizione strategica, tutelata dalla massiccia rocca dei conti Guidi che ancora si eleva imponente sulla strada realizzata negli anni trenta del Novecento e che conduce a Firenze. In precedenza il paese era attraversato da un'altra strada con analoghe funzioni ma non più adeguate alle nuove esigenze del tempo.   

Da una ricerca storica effettuata dall'ex sindaco Carlo Giannelli si apprende che nell'ottobre del 1831 il granduca di Toscana Leopoldo II, ponendo fine alla disputa che per un cinquantennio aveva contrapposto le comunità della Romagna fiorentina, dispose che la strada rotabile transappenninica seguisse il tracciato Pontassieve - San Godenzo - Rocca San Casciano - Terra del Sole.

 

Scartato il primo progetto che suggeriva di superare Dovadola con un percorso esterno all'abitato, venne avanzata la proposta, approvata dal locale Comune e sanzionata dal Granduca con Rescritto (una sorta di atto ingiuntivo o ordinanza) del luglio 1838, che prevedeva il passaggio della Strada Regia Forlivese attraverso il centro del paese. L'esecuzione del progetto comportò l'apertura dell'attuale via Matteotti e, nella piazza Cesare Battisti, l'abbattimento del Palazzo Pretorio (sede del Comune), dell'antistante loggiato e di alcuni edifici privati. L'atterramento fu particolarmente pesante per la Comunità, che perse in un solo colpo la sede della sua secolare sede municipale e la loggia ad uso mercato.

 

Nel piazzale così ottenuto fu possibile far passare la Strada Regia e costruire un nuovo "pubblico loggiato ad uso dei mercati", con sovrastante fabbricato di proprietà del conte Giuseppe Campi che a sue spese intervenne come imprenditore ed esecutore del progetto. L'intero edificio sorto in parte sul luogo del vecchio Palazzo Pretorio e in parte sul sito dell'antica chiesa di Santa Maria in Piazza, costruito anche con materiale recuperato dalla demolizione, venne ultimato nel 1844, quando furono finalmente superate le opposizioni e le difficoltà tecniche e burocratiche insorte durante l'esecuzione dei lavori.

 

Da quel momento l'antico borgo prese così respiro, arricchendosi di nuove sedi abitative, aggiungendo ai palazzi già esistenti, altri aspetti architettonici che ancora adesso ingentiliscono il paese. Il loggiato oggi accoglie alle pareti gli stemmi dei podestà fiorentini salvati dalla demolizione del Pretorio, le due lapidi a ricordo dei dovadolesi combattenti nelle guerre risorgimentali e del soldato Primo Cai, Medaglia d'Oro al Valor Militare, caduto a Cefalonia durante il Secondo conflitto mondiale, oltre ad alcune iscrizioni celebrative di personaggi famosi della storia italiana dell'Ottocento.

Tutta la zona necessita di un restauro, in particolare le pareti laterali, le volte del loggiato e la pavimentazione, anche per restituire decoro agli ambienti sovrastanti che ospitano il Museo Benedetta Bianchi Porro, dopo che la piazza e stata oggetto di un recente intervento di restauro. "È per questo, evidenziano il sindaco Gabriele Zelli e gli assessori Kabir Canal e Marco Carnaccini, che l'Amministrazione comunale, pur in presenza di difficoltà finanziarie di ogni genere, è riuscita a reperire 20.000 euro per procedere a un primo intervento di recupero del luogo che ha un indubbio valore architettonico, storico e che valorizza l'identità del paese".

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.