8 gennaio 2014 - Forlì, Cesena, Politica, Società

Valorizzazione dei dialetti, la legge regionale non la cancella

FORLI' / CESENA - «Vorrei tranquillizzare chi nelle ultime ore si è preoccupato per l’abolizione della legge regionale sulla tutela e la valorizzazione dei dialetti: la promozione dei vernacoli presenti e riconoscibili in Emilia-Romagna nella loro espressione orale e nel loro utilizzo letterario, parte del patrimonio storico e culturale del nostro territorio, non è assolutamente messa in discussione». Questo il commento del consigliere regionale Pd Tiziano Alessandrini, vice presidente della commissione Politiche economiche.

 

«Nel quadro della semplificazione amministrativa e burocratica, ove sono state eliminati ben 68 provvedimenti, tra leggi, regolamenti e disposizioni, abbiamo abolito una legge del 1994 ormai vuota. A venti anni dalla sua approvazione, infatti, un sintetico bilancio non può non tener conto della esiguità e saltuarietà degli stanziamenti messi a disposizione – spiega Alessandrini -. Inoltre, quella legge prevedeva che la gestione fosse affidata all’Istituto dei Beni Culturali che, per la programmazione e l’attuazione delle iniziative legate ai dialetti, poteva coinvolgere le Province. Come ben noto, sono Enti che saranno cancellati, quindi a maggior ragione quella legge ha perso valore e consistenza».

 

«L’interesse e l’attenzione per il tema dei dialetti non si sono affievoliti in questi anni – conclude Alessandrini -.  La Regione non ha alcuna intenzione di cancellare la valorizzazione culturale dei dialetti attraverso studi e ricerche; iniziative scolastiche; corsi di formazione e di aggiornamento, seminari e convegni; iniziative editoriali; manifestazioni, spettacoli e produzioni artistiche. Questi obiettivi possono essere perseguiti attraverso altri strumenti». 

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