7 gennaio 2014 - Forlì, Cultura, Società

La Romagna Toscana si riunisce per i 450 anni della fondazione della fortezza di Terra del Sole

CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE - Come cinquecento anni fa, a Palazzo Vecchio, antica sede del governo fiorentino, si ritrovano i comuni del territorio romagnolo che per circa cinque secoli rimasero uniti a Firenze entro la struttura amministrativa della provincia della Romagna Toscana che ebbe il suo capoluogo prima a Castrocaro poi nella fortezza medicea di Terra del Sole.

 

Si tratta di un territorio ora amministrativamente diviso tra due regioni, Toscana ed Emilia Romagna, con 15 comuni appenninici, che conserva tratti di forte omogeneità culturale, urbanistica e socioeconomica, retaggio evidente dei secoli di dominio toscano, un legame interrotto nel 1923 con il passaggio della maggioranza di questi comuni alla provincia di Forlì.

 

Nell’ ambito delle celebrazione del 450° della fondazione della fortezza di Terra del Sole (1564-2014) sorta  nei pressi di Forlì, poderoso simbolo rinascimentale della potenza toscana a guardia dell' antico confine con lo Stato Pontificio, è nata l’idea tra le 15 amministrazioni comunali di ritrovarsi assieme per sottoscrivere una carta di intenti comune, (sintetico documento di soli dodici articoli), non una semplice revocazione storica ma l’ approntamento di uno strumento in grado di rilanciare rapporti mai interrotti e  che dia nuova linfa alla collaborazione tra questi territori appenninici.

 

Così venerdì 10 gennaio alle ore 11, a Palazzo Vecchio a Firenze, con i rappresentanti del comune fiorentino, antica potenza dominante, a fare gli onori di casa i comuni della Romagna Toscana si ritrovano per assumere, formalmente e sostanzialmente, l’ impegno di  lavorare insieme per una valorizzazione di questa area dell’ Appennino in una ottica di marketing territoriale vale a dire di attrattività, incremento della qualità dell’ offerta di servizi in ambito culturale, turistico, sociale ed economico.

 

La scommessa per la Romagna Toscana è quella di proporsi unitariamente come un territorio attrattivo sia per la popolazione insediata sia per quanti, turisti o operatori economici, dall’ esterno vi entrano in contatto. A conferma della serietà dell’ impegno che i comuni della Romagna Toscana intendono assumere è il contenuto dell’ art. 11 della carta di intenti  là dove si propone di istituire, entro tre mesi dalla sottoscrizione del patto, “attivare gruppi di lavoro su promozione turistica, marketing territoriale, sviluppo socio-economico, valorizzazione dei beni culturali”.

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