21 dicembre 2013 - Forlì, Cultura, Arte, Società

La mostra "Il giovane Mussolini" è ancora più ricca

PREDAPPIO - Da oggi la Mostra “Il Giovane Mussolini” arricchisce la sua già corposa offerta di documenti storici rari o mai visti prima: anche il grande pubblico potrà ammirare queste preziose eredità del nostro passato, fra i quali spiccano testimonianze del rapporto epistolare tra Mussolini e Cesare Battisti - come una rarissima cartolina postale del 17 ottobre 1909 o la storica lettera con cui il giovane Benito contattò Battisti per un prestito economico nel febbraio 1910. Questi ed altri documenti sono stati resi disponibili per gentile concessione della Fondazione Museo Storico del Trentino – Archivio famiglia Battisti.

 

La Mostra conferma quindi il proprio successo di pubblico e critica: oltre 3000 persone hanno potuto ammirare il percorso storico-documentario dedicato al Leader del ‘900, fra le quali spiccano numerose presenze dall’estero e la prestigiosa partecipazione di personaggi appartenenti al mondo della cultura come Giancarlo Mazzuca (Direttore del Giorno), Vittorio Sgarbi (noto Critico e Storico dell’Arte) e Maurizio Maggiani (giornalista e scrittore).

In occasione delle festività natalizie la Mostra resterà aperta tutti i giorni (esclusi 25 e 31 gicembre e 1 gennaio) dalle ore 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 17.30, sempre nella sede della Casa Natale di Benito Mussolini a Predappio.

 

TRASCRIZIONE DELLA CARTOLINA IN ALLEGATO:

 

TRASCRIZIONE:

 

Domenica sera

Carissimo Direttore,

oggi a Cervia, dove mi trovavo per un comizio pro - Ferrer ho avuto occasione di conoscere l’avv. Ernesto Re, col quale ho parlato della possibile combinazione del Secolo. Egli mi ha assicurato che andrà e prossimamente. Sarà bene che tu scriva a Cabrini e a Romussi nel senso che sai. La Rana ha pubblicato un magnifico ritratto di Francisco Ferrer con un epigrafe di Giovanni Pascoli _ Non costa che 20 cent (sic) _ Parlane cogli amici _

Saluti tuo Mussolini.

 

 

Lettera di Benito Mussolini a Cesare Battisti, febbraio 1910

Dalla lettera emerge la condizione di disagio sociale

e finanziario di Mussolini, da poche settimane direttore

de «La Lotta di Classe» ma impegnato anche nella stesura

del romanzo d'appendice Claudia Particella. Fonti: Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Archivio famiglia Battisti.

 

TRASCRIZIONE:

 

Caro Direttore,

come avrai visto dal giornale che ti ho mandato, mio padre trovasi colpito da paralisi all’ospedale. Per installarcelo abbiamo vuotato la casa. Bisogna anticipare l’importo per un mese di degenza: tre lire al giorno. La mia crisi finanziaria è acutizzata dal mio faux - ménage iniziato nel gennaio. Puoi pensare che io non ho scritto Claudia P. per i begli occhi delle Claudie trentine attuali, né del resto per speculare sul Popolo. Verbis brevis io ti chiedo duecento lire. Non spaventarti, amico mio. Leva da tal somma le sessantacinque lire che io ti debbo per la “Santa Susà” e le venti che mi imprestasti a Verona. Rimangono centoquindici. Converrai che romanziere non deprezzò mai a tal punto la sua prosa narrativa. Senti: per il 16 corrente ho uno di quegli impegni che torcono il collo: mandami sessantacinque lire, le altre cinquanta me le darai quando vorrai. Più che una ricompensa, mi farai un piacere e te ne sarò grato. Ad ogni modo scrivimi subito qualche cosa. Spero che non farai il sordo, ma ricordati che stroncherò il romanzo.

 

Absit injura verbis e ciao.

Tuo Mussolini

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