19 dicembre 2013 - Forlì, Economia & Lavoro, Politica, Società

Aeroporto, bagarre Provincia sulla questione aeroporti

FORLI' - “Ci siamo incontrati con Enac e i sindacati proprio stamattina – ha spiegato l’assessore regionale Alfredo Peri ieri, ospite quasi a sorpresa, del consiglio provinciale di Forlì Cesena -  Quello che anche io chiedo ad Enac è di fare molto presto: gennaio è una deadline, oltre cui non si può andare. La competenza in questo caso è quasi esclusiva di Enac. Per noi il sistema Emilia-Romagna è composto da 4 aeroporti, dove però la grande parte, più ancora di un Ministro, la fanno i vettori che decidono sul mercato se va o non va un aeroporto. Quello che possiamo fare noi è, invece, ridurre la concorrenzialità interna. Ci sono delle manifestazioni di interesse”.

Arrivano delle conferme anche dall’assessore alle infrastrutture regionale tuttavia l’esponente della Giunta dell’Emilia Romagna punta il dito proprio dove fa più male, la progettualità:

“A noi però non servono segnali di fumo, ma piani industriali e l’unico modo per ottenerli è una procedura di evidenza pubblica”.

 

“Oggi Forlì  risulta isolata sui grandi temi – ha ribattuto il capogruppo provinciale del PdL, Stefano Gagliardi -  Parto con l’aeroporto Qui la Regione è certamente più stata matrigna che madre affettuosa. L’holding degli aeroporti è stata nulla, poi c’è stata la “dipartita” di Ryanair nel 2008: la Regione non fece nulla ed era nel cda di Seaf e doveva coordinare gli aeroporti. Sull’offerta di Save non è stata prestata alcuna attenzione, anzi tutt’altro. Sulla SAR, ancora attendiamo i bilanci di Rimini. E vengo ai comunicati stampa di questi giorni: sembra venga preferita Rimini dimenticando non solo gli 800 mila passeggeri del 2008, ma anche il fatto che dal punto di vista funzionale, delle attrezzature, Forlì è uno dei pochi aeroporti italiani ad avere due sentieri di avvicinamento strumentali sulla stessa pista mentre per equipaggiare Rimini con le stesse funzioni occorrerebbe una spesa di decine di milioni di euro. Chi pagherebbe visto che Enav intenderebbe investire nei prossimi anni solo in due ex aeroporti militari ovvero Verona e Ciampino?”

 

Senza dare tregua a Peri, il consigliere provinciale ha incalzato duramente: “Qui non si vuole una guerra fra poveri, ma si chiede che le decisioni o le scelte vengano fatte in maniera oggettiva. Facciamo sì che il bando esca prima possibile, finiamola con le polemiche e le ripicche con il Sindaco di Forlì, la questione è troppo importante per la città, per i lavoratori, per lo sviluppo di un territorio già fortemente provato dalla crisi di alcune delle sue più importanti aziende”

Dello stesso avviso anche il consigliere della Lega Francesco Billi che ha aggiunto: “Oggi il forlivese è particolarmente sulla graticola e lo dimostra il caso dell’aeroporto di Forlì, con un sedime avanzato ma politicamente svantaggiato, sia per i contrasti interni alle maggioranze forlivesi, ma anche per pesi politici-partitici che incidono di più in Regione. Capisco la complessità del bilanciare le richieste di vari territori, ma non a discapito di quello forlivese. I processi di privatizzazione possono ribaltare le logiche politiche - per esempio le low-cost hanno creato grande concorrenza nel trasporto aereo, ma non è accettabile che la politica, e penso soprattutto alla Regione -  non riesca ad avere un ruolo regolatore per incidere nei grandi sistemi che stanno ammodernando il sistema aeroportuale. Chiediamo di preservare quello che c’è già e di valorizzarlo, niente di più”.

 

L’intervento della capogruppo dell’Udc Maria Grazia Bartolomei: “Per l’aeroporto bisognava tradurre in operatività lo studio di Kpmg, che è rimasto in un cassetto, mentre doveva nascere una holding dei cieli – ha aggiunto anche la capogruppo dell’UdC Maria Grazia Bartolomei -  Non ci si può accontentare dell’aeroporto a Rimini, del porto a Ravenna, dell’E45nel lungo periodo a Cesena. Qui c’è un buco. Servono dei fatti, anche nel trasporto pubblico manca da tempo un riequilibrio”

 

“Sull’aeroporto la lettura del passato può essere diversa, non so se qualcuno può darla totalmente. Se non c’era la Regione la Seaf avrebbe interrotto la sua operatività diversi anni fa. Bologna quando uscì, in modo in molti versi vergognoso, se la Regione non fosse intervenuta ricapitalizzando pesantemente non ci sarebbe stato alcun futuro”, ha cercato di contenere il capogruppo del PD Luciano Minghini in assemblea, che tuttavia all’ente dell’Emilia Romagna non risparmia dei colpi: “La Regione non ha però avuto la forza, non credo la volontà, di realizzare un coordinamento con una logica industriale, tra i 4 scali. Le colpe sono di tutti, ma in particolare della Sab, che aveva le leve dei comando e avrebbe dovuto porsi alla guida di un processo di integrazione. Rimini in questo contesto voleva fare l’autonomo e ha fatto la fine che ha fatto: abbiamo due fallimenti che avranno ripercussioni negative su entrambi i territori e un futuro nebuloso per entrambi. Il pallino è ora in mano ad Enac. Vorrei che, accanto ad un operatore interessato, vi fosse anche un piede locale, dal momento che è l’unico ancoraggio nel medio-lungo periodo”.

 

A chiudere il giro di interventi è stato l’assessore regionale Peri che riguardo allo scalo forlivese e al sistema aeroporti, più in generale ha dichiarato: “La cronistoria è un po’ diversa: abbiamo perso delle occasioni quando c’erano delle condizioni propulsive. Ho lavorato seriamente sul piano degli aeroporti regionale, ma devo dire che nessuno si è levato a difesa di questo progetto, ognuno lo intendeva a modo suo. Ora stiamo lavorando sugli ammortizzatori sociali per tutto il sistema Seaf, questa è un’emergenza, e dobbiamo tenere alta la tensione sugli ammortizzatori sociali anche in presenza del bando. Sarebbe un errore madornale allentare la presa”.

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