18 dicembre 2013 - Forlì, Cultura, Società

Rivoluzione all’interno del Gruppo Intesa San Paolo, chiudono i Cral

FORLI' - Rivoluzione all’interno del Gruppo Intesa San Paolo, chiudono i Cral.

La notizia potrebbe essere secondaria se non si pensasse agli oltre 50 eventi culturali che il Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori della Cassa dei Risparmi di Forlì  ha promosso non solo per i dipendenti ma per tutto il territorio; un fitto calendario di eventi che ora rischia di essere messo in discussione.

 

Tutti i Cral, così come disposto dal Gruppo Intesa San Paolo, confluiranno in un organismo unico che avrà delle “declinazioni” territoriali in ambito regionale e quindi l’attivissimo gruppo forlivese si scioglierà per fare ora riferimento a Bologna mentre il punto di riferimento nazionale sarà istituito a Firenze.

 

“Dopo un po' di discussione abbiamo ottenuto dei gruppi territoriali, per transitare attraverso questo mare un po’ in tempesta verso il nuovo organismo – spiega Vilberto Vesi, presidente del Cral - É ancora tutto un po’ nebuloso e lo sarà per un po’ di tempo, in attesa delle elezioni che si terranno tra due anni”.

 

Tutti gli eventi, le manifestazioni, i concerti, spettacoli, organizzati dal circolo forlivese dovranno essere, di volta in volta autorizzate dal consiglio territoriale e quindi da Bologna, che dovrà gestire anche le richieste e i calendari degli appuntamenti promossi da tutta la Regione.

Il rischio che Forlì perda occasioni importanti di cultura ed appuntamenti di caratura nazionale c’è ed è tangibile, anche se si cerca di minimizzare.

 

Vesi  da un lato non nasconde la propria preoccupazione ma dall’altro è anche ottimista e si augura che tutto si risolva in fretta e in un clima di serenità.

Al momento, tuttavia, è ancora a rischio la rassegna musicale già programmata da tempo che dovrebbe tenersi il prossimo febbraio.

 

“Speriamo di poter fare ciò che abbiamo sempre proposto alla città, ma anche per i soci – conclude il presidente del Cral - L'attuale consiglio si è messo a disposizione del gruppo territoriale che dovrà e potrà programmare le attività a livello regionale nella speranza di non impoverire il livello di attività locale”.

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