18 maggio 2020 - Economia & Lavoro

Il Corona virus costa 37 miliardi alle imprese dell’Emilia-Romagna

Il turismo paga il prezzo più alto con flessioni fino al 40% - Il 35% delle aziende dell’Emilia-Romagna nel 2020 dovrà fare ricorso a liquidità aggiuntiva per sostenere i costi

Per le imprese calo del fatturato in termini assoluti di oltre 37 miliardi. Sono questi gli  effetti di Covid-19 sull’economia dell’Emilia-Romagna

Diverso l’impatto sui settori. Il turismo pagherà il prezzo più alto, rallentano manifatturiero e costruzioni, tengono filiera sanitaria e agroalimentare. Il 35% delle aziende dovrà fare ricorso a liquidità aggiuntiva. Le previsioni sono state elaborate dal Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna e nel mese di maggio 2020 sarà del 10%  la flessione del fatturato delle imprese della regione.

È una stima che non tiene conto delle misure a sostegno dell’economia predisposte a livello regionale, nazionale ed europeo, va dunque interpretata come l’effetto del Covid-19 sull’economia in assenza di interventi correttivi.

La disaggregazione settoriale certifica numericamente il differente impatto della pandemia sulle attività economiche: in forte flessione, superiore al 40%, i comparti maggiormente legati all’industria turistica, cali compresi tra il 10 e il 20% per alcune attività connesse alla cura delle persone e del commercio. Manifatturiero e costruzioni presentano diminuzioni nell’ordine del 10-15%, tengono e in alcuni casi crescono i settori appartenenti alla filiera sanitaria - anche nella sua componente manifatturiera – e dell’agroalimentare.

In termini assoluti le imprese emiliano-romagnole registreranno un calo del fatturato di oltre 37 miliardi. Il 35% delle aziende dell’Emilia-Romagna nel 2020 dovrà fare ricorso a liquidità aggiuntiva per sostenere i costi, il fabbisogno di liquidità occorrente a queste imprese ammonterà a quasi 5 miliardi, il 6% del fatturato. Nel settore dell’alloggio e della ristorazione la quasi totalità delle imprese necessiterà di liquidità aggiuntiva.

Secondo Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, “ci troviamo di fronte ad una situazione mai vista prima, che anche i più aggiornati scenari previsionali faticano a valutare. I dati selezionati sono un “fermo immagine” fondamentale per una prima interpretazione, ma dobbiamo essere consapevoli che saranno necessarie riletture e revisioni costanti e in tempi più rapidi del consueto, a fronte di uno scenario grave e in continuo mutamento. Purtroppo, gli effetti negativi della recessione - sottolinea Zambianchi - saranno direttamente correlati alla durata reale dell’emergenza sanitaria. Occorre attivare le “misure di convivenza” migliori possibili, in quanto tale situazione non sarà risolvibile in tempi brevi. La crisi colpisce tutte le tipologie di imprese, ma è più profonda per le piccole, per i territori a vocazione turistica e con una più forte presenza di aziende artigiane ed “export-oriented”.

Discorso a parte per il turismo che secondo Zambianchi “merita risorse importanti e dedicate. Questa grave situazione può essere peraltro l’occasione per un vero salto di qualità, affinché il Turismo sia inserito a pieno titolo tra i grandi settori dell’Economia. E’ una vera industria che dovrebbe giovarsi, a livello nazionale, di un vero e proprio piano straordinario come è stato fatto proprio per l’industria qualche anno fa”.

Questa crisi, nell’immediato, intacca la liquidità, i livelli occupazionali e finisce per approfondire gli effetti del “digital divide”. Tuttavia, osserva Zambianchi “i nostri territori hanno qualità distintive di resilienza, ottime filiere produttive, efficace capacità di reazione. Siamo stabilmente su buoni posizionamenti a livello nazionale. L’Emilia-Romagna è tra le regioni che trainano lo sviluppo del Paese e che certamente riusciranno a ripartire quanto prima”.

 Stante questa situazione, le Camere di Commercio dell’Emilia-Romagna hanno intensificato il supporto alle imprese, anche con modalità organizzative diverse, grazie alla digitalizzazione dei processi e il potenziamento dei servizi “da remoto” e lo smart working. Sono stati attivati servizi di help desk alle imprese in materia di export e internazionalizzazione e sulle normative “antivirus” nazionali e locali, sia prescrittive che incentivanti. Per fronteggiare questa crisi - conclude Zambianchi - le Camere dell’Emilia-Romagna a oggi hanno promosso iniziative a sostegno della ripartenza delle imprese per oltre 25 milioni, quasi tutti erogati a fondo perduto”.

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