18 maggio 2020 - Economia & Lavoro

Ristrutturazioni, quando arriva il maxi bonus del 110%

Incentivato il miglioramento energetico, antisismico e fotovoltaico

Maxi agevolazione per far ripartire l'edilizia ma serve attenzione da parte dei consumatori: potranno godere del bonus maggiorato al 110% le spese sostenute dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 per specifici interventi volti ad incrementare l'efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi ad essi connessi relativi all'installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Tradotto significa che se si sostiene una spesa di 10mila euro, in 5 anni lo Stato ne restituisce 11mila. Ma non si potranno super-agevolare interventi quali il rifacimento degli infissi o l'installazione di un nuovo condizionatore (che continuano a beneficiare dei "vecchi" incentivi) a meno che non siano inseriti in lavori strutturali di ben altra portata di cui diremo tra breve.

Quindi, i cosiddetti interventi "minori" (rifacimento del tetto ad esempio) continuano ad esser agevolati per la loro strada, antecedente al dl Rilancio e che prevede ad esempio una detrazione al 50% in dieci anni o del 65% se si mette una caldaia a condensazione.  Il supersconto al 110% in cinque anni scatta solo se questi lavori sulle singole unità immobilari vengono effettuati nell'ambito di un più ampio intervento che agisce sull'intero edificio.

Vediamo i limiti entro i quali opera la nuova norma. Saranno agevolati:

- interventi di isolamento termico (cosiddetto cappotto) delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo, entro un limite di 60mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio;

- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spese a 30mila euro moltiplicato per le unità immobiliari) simili interventi sugli edifici unifamiliari (terzo tipo) con limite secco a 30 mila euro;

  • - installazione di specifici impianti fotovoltaici e accumulatori ad essi integrati. La detrazione resta maggiorata se l'installazione dei pannelli avviene insieme agli interventi strutturali di cui sopra, o a quelli anti-sismici, ed è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata in sito. Stesso discorso per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, anch'esse incentivate al 110% ma con l'obbligo di intervento strutturale abbinato.

Il principio base è il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE), rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

L'agevolazione opera su tutti gli appartamenti in condominio e sugli immobili unifamiliari adibiti ad abitazione principale (non vale quindi per gli immobili d’impresa).

 

Lo sconto in fattura

Importante novità è infine quella che riguarda la possibilità di cedere il credito maturato alle banche. Per tali interventi, ha segnalato Palazzo Chigi, "in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta". In pratica, la grande novità è che il condominio potrà appaltare lavori per 100 e incassare un pari sconto dal fornitore, che incassa la liquidità (100) dalla banca girandole un credito fiscale da 110. I condomini avrebbero i lavori gratis, le imprese un pagamento sicuro dei lavori e per le banche - che attingono liquidità dall'eurosistema a condizioni senza precedenti - un margine del 10% spalmato in cinque anni.

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