22 settembre 2014 - Cronaca, Società

Dipendenza da gioco d'azzardo, sono più di 10 mila gli emiliano romagnoli caduti nella rete

La Regione accelera sul piano di contrasto per prevenire e ridurre il rischio

EMILIA ROMAGNA -  Parte la fase operativa del Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico 2014-2016 della Regione Emilia-Romagna.  Il piano parte con il coinvolgimento dei Comuni e degli esercizi commerciali che saranno presto dotati di una vetrofania ben visibile che distinguerà i luoghi in cui il gioco d’azzardo è proibito.

 

La piaga del gioco d’azzardo in Emilia Romagna ha numeri davvero inquietanti: un fatturato di circa 6 milioni di euro nel solo 2013, l’assistenza di 1.102 persone da parte dei SerT delle Aziende Usl ed una stima del numero di giocatori che supera quota 10 mila.

A fine anno partiranno corsi obbligatori che formeranno il personale delle sale da gioco, per favorire una responsabilità sociale “diffusa” verso i giocatori più fragili e sui rischi della dipendenza da gioco d’azzardo.

 

Altri corsi di formazione sono rivolti anche al personale sociale e sociosanitario dei Comuni (operatori di Sportelli sociali, Centri per le famiglie) e agli agenti delle Polizie locali per informarli sui rischi del gioco d’azzardo e sui percorsi di cura, in modo da favorire se possibile il riconoscimento precoce del problema e orientare il cittadino verso i servizi di cura.

Tornando ai dati, la situazione è davvero inquietante: le persone assistite per la dipendenza dal gioco d’azzardo sono aumentate in un solo anno del 37% e stando alle stime, i pazienti sono nella stragrande maggioranza uomini e italiani. Il 91,7 % infatti è di nazionalità italiana e il 79% di questi sono uomini

 

La fascia più esposta e quindi la più colpita è quella che va dai 41 ai 50 anni e questa forbice rappresenta il 29,5% del totale. I quarantenni non sono gli unici a cadere nel vortice del gioco, infatti la fascia dei 50enni segue a ruota con il 23.3%. fanalino di coda, ancora per il momento i trentenni che rappresentano il 19.3%.

 

A questi dati dei Sert si aggiungono le persone che si rivolgono direttamente all’associazione Giocatori Anonimi: circa 200 sono quelle che attualmente seguono con regolarità l’attività dei 9 gruppi in Emilia-Romagna (a Modena, Bologna, Imola, Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini). Inoltre, circa 70 familiari di persone con dipendenza da gioco d’azzardo frequentano i gruppi dell’associazione Gamanon (i gruppi sono a Bologna, Imola, Ravenna, Rimini).

Nel rapporto pubblicato quest’anno dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2013 il fatturato complessivo in regione per il gioco è stato di 5,9 milioni di euro; di questi, i soldi persi dai giocatori sono stati pari a 1,3 milioni di euro. In Emilia-Romagna ci sono 21 Sale Bingo, 562 punti vendita concorsi pronostici, 2.843 punti vendita per giochi a totalizzatore (win for life, superenalotto), 290 luoghi di scommesse ippici, 404 luoghi di scommesse sportivi , 2.457 ricevitorie del lotto, 4.749 punti vendita lotterie. In totale sono 31.631 le slot machine in 7.244 esercizi e 4.870 le videolottery in 404 sale.

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