23 novembre 2019 - Cesena, Cronaca, Società

Bullismo e cyberbullismo, la Polizia entra nelle scuole

Proseguirà con rinnovato impegno il progetto “Insieme si può” che mira a sensibilizzare ed educare i ragazzi su questi temi

CESENA - Bullismo e cyberbullismo preoccupano sempre più famiglie ed educatori. Si tratta di fenomeni dilaganti soprattutto tra gli adolescenti che interessano indistintamente il contesto scolastico e gli ambienti familiari di ciascuno di loro. Se per bullismo si fa riferimento alle azioni e ai comportamenti aggressivi intenzionali, eseguiti da una persona singola o da un gruppo, che mirano a danneggiare un coetaneo, per cyberbullismo invece si intendono tutte quelle azioni aggressive che trovano spazio su Internet e attraverso l’utilizzo degli smartphone. Proprio su queste tematiche intervengono gli agenti della Polizia Locale di Cesena confrontandosi direttamente con i ragazzi e le ragazze tra i banchi di scuola. 

 

Avviato nel 2018 il progetto educativo “Insieme si può”, al quale partecipa attivamente parte del personale specializzato della Polizia Locale coordinato dall'Ispettore Capo Cristina Sanulli, proseguirà con maggiore impegno nel biennio 2019/2020. Gli incontri, che in via sperimentale sul territorio cesenate sono stati dedicati agli studenti delle classi quinte della scuola primaria, saranno estesi a tutte le classi delle secondarie già a partire dal prossimo anno. 

 

Le lezioni, realizzate direttamente dal personale della Polizia Locale si caratterizzano per l’informalità degli incontri richiesta ai dirigenti scolastici dagli stessi agenti al fine di favorire un clima ideale per l'interiorizzazione dei fondamenti degli argomenti trattati. Nel corso degli incontri inoltre ai ragazzi e alle ragazze sono mostrati filmati e cortometraggi sulle tematiche affrontate.

 

“L'intento del nostro lavoro – commenta l'Ispettore Capo Cristina Sanulli a capo della squadra di 5 agenti e 2 ufficiali – non è certo punitivo. La priorità è di prevenire fenomeni di bullismo e cyberbullismo perpetrati attraverso i social network, accendendo i riflettori su queste tematiche per fornire ai ragazzi gli strumenti per contrastarlo nel modo più efficace possibile”. Gli argomenti trattati durante gli incontri si estenderanno alla trattazione di altre problematiche che riguardano i più giovani come l'adescamento online, le nuove dipendenze dai social e i pericoli della realtà virtuale in generale.

 

“Il nostro programma – prosegue Sanulli – è interamente pensato dal personale interno con il supporto dei colleghi dell'Unione Terre d'Acque del Bolognese. Poche settimane fa abbiamo tenuto una lezione in una Scuola media di Savignano sul Rubicone, rivolta a 7 classi. Con una squadra così prevediamo di raggiungere grandi risultati non solo per favorire il lavoro di genitori e di educatori ma soprattutto per rendere consapevoli i ragazzi”. 

 

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