28 ottobre 2019 - Cesena, Cronaca

Iniziano i lavori di recupero dell'ex complesso San Cristoforo

Al suo interno sorgerà una struttura per i progetti di prevenzione e medicine integrative IOR

Sabato 26 ottobre il Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ha formalmente consegnato le chiavi dell’ex complesso scolastico di San Cristoforo al Presidente IOR, prof. Dino Amadori: al suo interno l’Istituto Oncologico Romagnolo costruirà un centro d’eccellenza in cui verranno erogati servizi di medicina integrativa e in cui convoglieranno i programmi di prevenzione che coinvolgono giovani ed adolescenti del nostro territorio. Un progetto ambizioso per una struttura unica nel panorama nazionale, a cui hanno contribuito anche importanti partner come CIA-Conad e Conserve Italia: determinante inoltre anche il lascito firmato dal dott. Giuseppe Agostini a favore della no-profit, e alla cui memoria verrà dedicato lo spazio principale della struttura.

Anche la seconda vita che verrà donata all’ex scuola possiederà dunque una forte impronta educativa. «Grazie alle sue professioniste della prevenzione, coinvolgiamo ogni anno nei suoi progetti di sensibilizzazione a stili di vita salutari che riducano il rischio di sviluppare dipendenze e neoplasie circa 75 istituti, per un totale di 14.000 studenti – ha spiegato Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR, nel corso della cerimonia – tuttavia finora erano proprio le nostre biologhe e psicologhe a recarsi presso le varie scuole: l’idea è che da giugno 2020, data in cui abbiamo intenzione di tagliare ufficialmente il nastro della struttura, siano le scuole a venire da noi in spazi adeguati e pensati per portare avanti al meglio questi importanti programmi. Il nostro ringraziamento va all’Amministrazione di Cesena, sia quella precedente che ci ha dato una grossa mano, sia quella attuale che ha continuato a credere nel nostro progetto in perfetta ed assoluta continuità. Abbiamo l’ambizione di credere che questo si dimostrerà un bell’investimento non solo appannaggio della città ma di tutta la Romagna».

Il prof. Amadori è invece entrato nel merito dei servizi di medicina integrativa che verranno proposti all’interno della nuova struttura, rivelando di aver attinto come modello a centri di riferimento mondiali. «Ultimamente ci siamo recati a New York, presso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, per un importantissimo convegno riguardante proprio questo tipo di discipline – ha spiegato – e in seconda battuta abbiamo visitato l’MD Anderson dell’Università del Texas a Houston, istituto in cui tra l’altro lavora anche il Premio Nobel per la Medicina 2018, James Allison. La medicina integrativa rappresenta un campo relativamente nuovo, che va ad aggiungersi ai trattamenti specifici, volto a migliorare la qualità di vita dei pazienti e a volte migliorare anche l’outcome stesso delle terapie. Forti di questa esperienza vogliamo offrire alle persone servizi come yoga, agopuntura, mindfulness, musicoterapia, massaggi. Apriremo un confronto sul valore dell’alimentazione e dell’esercizio fisico non solo come armi di prevenzione, ma come abitudini che possono aiutare i pazienti ad affrontare e gestire gli effetti collaterali dei trattamenti, grazie all’installazione di una cucina didattica e di una palestra. Ci metteremo a disposizione di chi affronta la malattia, di chi la vuole prevenire ma anche di chi l’ha superata, perché a volte non è semplice tornare alla propria vita di tutti i giorni per come la si conoscenza prima della diagnosi. Insomma, nelle nostre intenzioni c’è la creazione di un progetto che non ha eguali in Italia, e che dovrà riconfermare la Romagna come terra d’eccellenza nella lotta ai tumori».

Prima della consegna delle chiavi anche il Sindaco Enzo Lattuca ha preso la parola, sottolineando come «la sede scelta è secondo me molto propizia perché si trova al centro della provincia di Forlì-Cesena e della Romagna, essendo vicino allo snodo delle principali arterie che attraversano il nostro territorio. Ringrazio lo IOR e tutte le componenti che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: tra questi anche i tantissimi piccoli donatori che sostengono continuativamente questa bella realtà. Come rappresentante dell’Amministrazione di Cesena la gratitudine è duplice, per averci permesso di riqualificare una parte del patrimonio del nostro territorio: senza iniziative come queste, tali strutture rischiano l’abbandono e il non utilizzo. Fare di questa scuola una casa della prevenzione e dei servizi a favore di chi ha problemi oncologici è importantissimo, perché c’è ancora tanto lavoro da fare sotto questi aspetti: il progetto di valorizzazione che ci è stato presentato renderà la nostra città un punto di riferimento in Italia da questo punto di vista, e ci darà la possibilità di attingere conoscenze da professionisti di assoluta autorevolezza scientifica».

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