23 gennaio 2019 - Cesena, Agenda, Spettacoli

“A come Srebrenica ”, a Gambettola per la Giornata della Memoria

Spettacolo di e con Roberta Biagiarelli, regia Simona Gonella

Al Teatro comunale di Gambettola si onora la giornata della memoria ricordando e raccontando l’ultimo grande genocidio compiuto in Europa dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la strage di Srebrenica. Una grande Roberta Biagiarelli che da oltre 20 anni porta in scena questo testo e ogni volta che sale sul palco è sempre la prima volta: passione, rabbia, dolore, incomprensione, tasselli di storia che ricompongono il complicato puzzle. Uno spettacolo sociale che permette allo spettatore di farsi delle domande e di andare ad approfondire le risposte. L'appuntamento è per giovedì 24 gennaio alle ore 21. La testimonianza teatrale ricostruisce la storia recente del genocidio di Srebrenica avvenuto nel luglio 1995, l’ultimo grande Genocidio compiuto in Europa da dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

Intorno al 9 luglio 1995 l’armata serbo-bosniaca attacca la Zona Protetta di Srebrenica, piccola cittadina della Bosnia-Erzegovina, e il territorio circostante. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in Srebrenica. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 8372 civili di quella metà di luglio del 1995 è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima, una storia di assedio.

Un’attrice sola sul palco per più di un’ora diventa narratrice e protagonista di una storia dove la ragion di Stato e gli Interessi di politica Internazionale hanno giocato a Risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Questo spettacolo/ testimonianza ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: aggressori e aggrediti

 

Queste le parole di Roberta Biagiarelli: “ Srebrenica è per me un luogo speciale, deriva da ‘srebro’ che è l’argento, un minerale, un ottimo conduttore che amalgama e tiene insieme, e questo è anche il mio modo di concepire in senso più profondo il mio lavoro, è la visione del mondo che da sempre mi è parsa più interessante rispetto alle altre soluzioni per evitare il ritorno della Storia nelle sue pieghe più violente e disumane. Dopo tutti questi anni (oltre 16) il mio impegno professionale, ma soprattutto umano verso Srebrenica e più in generale verso la Bosnia – Erzegovina potrebbe considerarsi arrivato al capolinea, e invece no, in questo 20° anniversario del Genocidio di Srebrenica  (1995- 2015) tutto per me si rafforza e acquista maggior vigore. Le azioni iniziate nel lontano 1998 si sono dirette con incessante passione e originali modalità verso quella zona dove è stata scritta una delle pagine più oscure del Novecento.

Eppure i gravissimi fronti di guerra aperti oggi in Europa e in Medioriente, con le emergenze umanitarie che si portano al seguito, fanno sì che il conflitto dei Balcani –i nostri vicini di casa- possa essere percepito come risolto e lontano nel tempo. Tutto è ancora aperto, immobile, cristallizzato dentro ad un presente fatto di macerie lasciate sul campo… politiche, istituzionali, economiche, di relazioni sociali complesse.

I media recentemente hanno fatto per più volte riferimento a Srebrenica, ma sfido l’opinione pubblica italiana a spiegarmi che cosa sia realmente avvenuto a Srebrenica nel luglio 1995. La maggior parte degli italiani ignora quella cittadina della Bosnia orientale e spesso si tende a liquidare quella guerra come un conflitto fratricida, compiendo un atto di semplificazione.

Manca ancora ad oggi una piena assunzione di responsabilità da parte dell’Europa per ciò che è accaduto 20 anni fa; il Memoriale delle vittime di Srebrenica a Potocari non è ancora un memoriale europeo, dolore e vergogna nascono come gemelli da questo anniversario, e chiedono che l’Europa si "ripensi" a partire da un’altra prospettiva, quella appartenente all’umano.

Mi piace pensare che il mio lavoro di attrice teatrale, intrecciato a quello di documentarista, oltre a far conoscere la Storia di quel luogo e a coinvolgere emotivamente il pubblico, abbia l’obiettivo principe di connettere persone lontane che pulsano e si muovono sulla stessa frequenza d’onda.

È per me motivo di orgoglio aver contributo a portare, tra il 2010 e il 2014, 137 vacche a 86 famiglie bosnaiche grazie anche alla competenza dell’amico Gianni Rigoni Stern.

Con le libere donazioni, raccolte durante le proiezioni del mio documentario “La Transumanza della Pace”, io e Gianni abbiamo acquistato attrezzi agricoli: trattori, aratri, erpici, motocoltivatori, e così via consegnati poi direttamente, e con grande commozione, alle famiglie bosniache.”

La mattinata del  25 gennaio è dedicata al teatro scuola (la corposa rassegna a cura del teatro del drago) e  Roberta Biagiarelli incontrerà i ragazzi delle scuole medie per uno spettacolo laboratorio che ha avuto un grande riscontro sia dalle scuole gambetto lesi che da quelle cesenati.

Biglietti interi € 12,00 – ridotti € 10,00 info e prenotazioni  392 6664211

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