19 settembre 2018 - Cesena, Cronaca, Arte

Manutenzione straordinaria per l’ex chiesa dello Spirito Santo

Accoglierà il futuro museo dedicato a Ilario Fioravanti

Sta per aprirsi un nuovo capitolo per l’ex chiesa dello Spirito Santo, in via Milani. Questo spazio è stato affidato in concessione per diversi anni alla Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” che l’ha utilizzato per mostre e conferenze. Ora è tornato nella disponibilità del Comune e l’Amministrazione intende mantenerne la funzione espositiva, destinandolo ad accogliere il Museo Fioravanti.

“Già presentando il bilancio 2018 – ricordano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alla Cultura Christian Castorri – avevamo anticipato l’intenzione di avviare il recupero della l’ex Chiesa della Spirito Santo per trasformarlo nella sede permanente delle opere del grande artista cesenate. Riteniamo questa soluzione, maturata sulla base di un confronto con i familiari dell’artista e dopo il tramonto di altre ipotesi, estremamente valida perché ci consente, da un lato,  di dare nuova vita a un complesso storico suggestivo,  e dall’altro di collocare il Museo Fioravanti in una cornice espositiva di pregio”

Proprio in vista di questo futuro utilizzo, nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dei locali dell’ex chiesa, per un importo di 50mila euro.

“I lavori previsti non sono particolarmente complessi, – spiegano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessora ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi – ma sono comunque fondamentali per la buona conservazione dell’edificio, che risale alla fine del XVII secolo. In particolare, si interverrà per eliminare i guasti provocati dalle infiltrazioni di umidità rimuovendo l’intonaco danneggiato e applicandone uno nuovo. Nei punti più critici sarà usata una calce naturale deumidificante per risanare le superfici. A seguire, si procederà con la ritinteggiatura, che non altererà l’equilibrio cromatico dei locali. Naturalmente, tutti i materiali utilizzati saranno rispettosi della storia e della tipologia dell’edificio, con l’obiettivo di preservare le parti più rappresentative e di valorizzare gli elementi architettonici principali”.

 

Un po' di storia

Eretta su progetto di Pier Mattia Angeloni, la chiesa dello Spirito Santo è stata costruita fra il 1694 e il 1695. In seguito alle soppressioni napoleoniche, la chiesa è stata spogliata delle opere d’arte che conteneva, mentre nella seconda metà dell’Ottocento la facciata è stata manomessa con l’apertura di tre grandi finestre presenti ancora oggi. Fino al 1989 è appartenuta alla Congregazione delle Suore della Carità, per poi essere venduta a privati, insieme al convento che occupava tutto l’isolato fra le vie Isei, Tiberti e Martiri d’Ungheria. Il complesso conventuale è stato poi oggetto di un piano particolareggiato di iniziativa privata, nell’ambito del quale, nel 1995, la chiesa dello Spirito Santo è stata ceduta al Comune a scomputo degli oneri di urbanizzazione.

L’interno dell’ex chiesa si presenta come un’ampia aula rettangolare decorata con lesene di ordine corinzio. Gli stucchi presenti sono di buona fattura; in particolare sono pregevoli le cornici che contornano le grate poste a protezione delle aperture laterali e l’ancona dell’altare maggiore. Sul retro di quest’ultimo è stata edificata in tempi recenti una cappella caratterizzata da soluzioni architettoniche di gusto eclettico. Della decorazione, eseguita da Fortunato Teodorani intorno al 1940, restano il soffitto sopra l’altare maggiore e alcuni fregi in stile liberty.

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