16 giugno 2017 - Cesena, Economia & Lavoro

Amadori chiude il 2016 con dati di bilancio positivi

Fatturato in linea con gli anni passati

Amadori  si  conferma un’azienda solida con dati di bilancio 2016 positivi:

un  fatturato  complessivo  di 1.206 milioni di euro, in linea con gli anni
passati;  un margine operativo lordo di 84 milioni di euro (oltre il 7% del
fatturato);  investimenti  realizzati  pari a 78 milioni di euro nel 2016 e
altri 200 milioni in programma per i prossimi 5 anni.

Amadori,  fondata  a  Cesena oltre 45 anni fa, è cresciuta fino a diventare
leader  dell’agroalimentare italiano e specialista nel settore avicolo, con
una  quota  di  mercato  sulle  carni avicole in Italia intorno al 30% e la
gestione  dell’intera  filiera integrata (6 mangimifici, 6 incubatoi, oltre
800  allevamenti, 6 stabilimenti di trasformazione alimentare, 19 filiali e
agenzie che garantiscono una distribuzione capillare in tutta Italia).

Entrando nel dettaglio degli investimenti, gli oltre 78 milioni di euro del
2016 (quasi il doppio rispetto al 2015), sono serviti a completare la nuova
Sala  taglio presso lo stabilimento di Cesena, che sarà inaugurata entro la
fine  del 2017, ad ampliare l’area logistica dello stabilimento di Mosciano
S.  Angelo  (TE)  e  a  proseguire  nell’ampio piano di miglioramento degli
allevamenti che nel 2016 ha toccato circa 80 siti, in particolare in Emilia
Romagna e Abruzzo.

“Siamo soddisfatti di come abbiamo chiuso il 2016, con volumi di vendita in
crescita  nonostante  un  mercato  difficile  –  commenta  Flavio  Amadori,
Presidente.  –  Siamo  una  realtà solida che dà occupazione ad oltre 7.500
collaboratori  in  tutta  Italia, a cui si aggiungono oltre 800 allevatori,
350  agenti,  un  migliaio di trasportatori. Vogliamo continuare a crescere
usando testa, cuore, e gambe: testa, per interpretare al meglio il mercato;
cuore,  per  continuare  a mettere passione in ciò che facciamo; gambe, per
lavorare sodo, come siamo abituati a fare”.

“Il 2016 è stato un anno fondamentale che ha segnato una svolta rispetto al
passato   –   commenta  Massimo  Romani,  AD  Amadori.  –  Abbiamo  avviato
cambiamenti  strutturali  significativi  e messo a punto progetti altamente
innovativi e qualificanti per l’intero settore, come il pollo biologico, il
Campese  allevato  all’aperto  senza  uso  di  antibiotici, i wurstel e gli
impanati   senza   carne   separata   meccanicamente.  Siamo  continuamente
all’ascolto  dei  consumatori  e siamo pronti a potenziare il nostro ruolo,
non  solo  nel  core  business degli avicoli, ma anche in nuovi segmenti di
mercato,  come  piatti pronti e prodotti che seguono nuove esigenze e nuovi
momenti  di  consumo.  Insomma,  siamo un’azienda capace di interpretare le
tendenze di mercato, in un’ottica di miglioramento continuo.”

                    

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