11 maggio 2016 - Cesena, Politica

“Lucchi artista della retorica e del rivoltare i fatti”

I cittadini in difesa degli alberi della Malatestiana replicano così al Sindaco di Cesena

 CESENA. Abbiamo letto con attenzione l'intervento del sindaco di Cesena in merito alla questione sollevatasi sugli alberi della Malatestiana. Lo trovate qui sotto. Onestamente bisogna riconoscere a Paolo Lucchi una notevole capacità retorica, anzi, per essere più precisi, dovremmo dire che è un vero artista del rivoltare le cose e falsare la lettura dei fatti a suo interesse e favore. Ma in questo pezzo si è spinto oltre, fin quasi la calunnia, sicuramente fino all’offesa. Andando per gradi, cominciamo col chiarire che, al contrario di quanto afferma il sindaco, nel progetto di riqualificazione delle tre piazze, vincitore del concorso di idee del 2011, non è previsto alcun albero “ad alto fusto”. A meno che la letteratura scientifica che definisce e classifica le specie vegetazionali non sia cambiata stanotte e solo il sindaco ne sia al corrente, la sua affermazione è infondata, e siccome è rilasciata ufficialmente agli organo di stampa, quindi con coscienza, dobbiamo considerarla falsa. Nel suddetto progetto, come si evince non tanto dai rendering che sono solo indicativi, ma più precisamente dall’elenco di capitolato di tutte le essenze previste, sono indicate inequivocabilmente diverse specie erbacee ed arbustive e solo alcuni peri giovani di serra. Questi ultimi tutto possono essere considerati tranne che alberi ad alto fusto. Nella migliore della ipotesi fra una decina di anni, quando saranno alla fine del loro ciclo vitale e dovranno essere sostituiti, potranno garantire un decimo dell’ombra prodotta ora dagli alberi esistenti, i quali, al contrario, sono a tutti gli effetti “ad alto fusto” e pure di grande superficie fogliare (specialmente i lecci quercus ilex), ed hanno cicli vitali molto lunghi, tali da poter considerare questi della Malatestiana ancora molto giovani. Inoltre vogliamo chiarire anche ed una volta per tutte che gli alberi della Malatestiana, tutti, sono in perfetta salute, sono sani e vitali, e sono veramente di pregio, sia dal punto di vista della classificazione scientifica, che da quello ecologico/ambientale e quello estetico. Qualità che di certo non possono essere accreditate alle essenze di nuova piantumazione prevista da questo progetto, come pure da tutti gli altri progetti che parteciparono al concorso di idee. Questi sono i dati, quelli veri e certi, quelli che il sindaco Lucchi invoca come presupposto fondamentale per una discussione costruttiva. Le notizie inesatte ed allarmistiche sono semmai quelle riportate da giornalisti allineati, o forse qualcuno fra i mille commenti di ogni tono e parte che si sono susseguiti sui social in questi giorni, dei quali naturalmente noi non siamo minimamente responsabili. Su una cosa Lucchi ci ha preso: la conferma dell’alta sensibilità ambientale dei cesenati. E’ vero, i cesenati hanno una grande sensibilità, peccato che non si può dire altrettanto di amministratori pubblici e tecnici. Ma per chiarire meglio le idee all'uomo solo al comando, ciò che è successo sabatomattina ci regala diversi dati molto importanti ed incoraggianti. 
1) L’altissima affluenza, senza precedenti, di persone che hanno chiesto di voler firmare. 2) Moltissime quelle interessate che si sono informate sul prosieguo dell’iniziativa. 3) Molte quelle che si sono rese disponibili a collaborare. E questi primi tre punti sono sufficienti a dare la misura della partecipazione, ma volendo analizzarla: 4) Le persone che si sono susseguite, in un flusso continuo ed ininterrotto tutta la mattina di sabato scorso fin quasi le ore 13.00, componevano un campione molto eterogeneo e diversificato per età, impegno, cultura, esperienze, provenienza, tutte con idee molto chiare e precise su questo problema come su altri della città. Questo dato dà un valore ancor più forte ed importante, perché non si tratta solo dei nostalgici degli alberi, ma ancora: 5) Oltre ad apporre la propria firma negli appositi moduli, molte persone si fermavano formando gruppi di discussione per tutta la mattina, dai quali è emerso con forza un dato chiaro: la gente tutta è indignata e per nulla sprovveduta. Mette insieme le cose e trae delle conclusioni. La gente, tutta, è si arrabbiata per l’abbattimento degli alberi della Malatestiana, e molto, e per molte ragioni, ma poi collega questa ad altre decisioni e progetti dell’amministrazione e si sente defraudata dei propri diritti e della propria città. Perché si, la città è dei cittadini, non di uno o di pochi che ci fanno gli affari. Così la gente è indignata, tutta, e sabato lo ha espresso apertamente e chiaramente. Questo è un dato vero quanto importante, che il primo cittadino dovrà, volente o nolente, tenere conto. Invece Lucchi ha completamente pisciato fuori dal vaso parlando di ambientalismo a corrente alternata. Per cominciare a Carta Bianca non fu data la possibilità di dire alcunché sui progetti di riqualificazione della città, perché vennero accuratamente scelti gli interventi tema per tema e non ci fu una vera e propria discussione. Ma ciò nonostante, noi abbiamo sempre espresso il nostro parere contrario alle trasformazioni degli ambienti urbani in spianate lastricate, fredde ed inaccoglienti, appena ornate da scarni alberelli di serra. Il sindaco non faccia confusione. Noi non abbiamo mai contestato gli alberi di Piazza della Libertà, ma abbiamo criticato il progetto nella sua interezza, quale portatore di una visione e mentalità urbanistica freddamente tecnica, slegata dal contesto architettonico e storico e soprattutto da ogni buon senso e senso della bellezza. Badi: noi non siamo per alberi di serie A e alberi di serie B, questa mentalità arretrata e limitata, non ci appartiene. Noi siamo per salvaguardare il naturale contro l’affermazione dell’artificiale. Non è difficile da comprendere.
Molto grave è l’attacco che il sindaco fa nei nostri personali confronti, un plateale tentativo di delegittimazione dell’avversario (una pratica politica vile e scorretta). Giudizi totalmente infondati ed inesatti, calunniosi ed offensivi, che non accettiamo e rimandiamo al mittente. Come si permette il primo cittadino di giudicare così faziosamente e pesantemente i suoi cittadini, senza peraltro conoscere bene sia le persone, che le loro storie, che i fatti in questione? Senza aver minimamente cercato un dialogo, un confronto o semplicemente di capire? Solo perché sostengono cose che danno fastidio ai suoi disegni? Un primo cittadino dovrebbe brillare per correttezza ed imparzialità, dovrebbe esserne il depositario ed il garante. Se non ne è capace dovrebbe dimettersi.

Piero Guiducci, Mirko Moriero, Daniele Mario Marani, Giulio Valdinoci e Davide Fabbri,
promotori della petizione popolare - Comunicazione

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