19 marzo 2016 - Cesena, Politica, Società

Buda pronto a "giocarsela" ancora una volta

Il Sindaco uscente di Cesenatico si prepara per una nuova campagna elettorale

CESENATICO - "E’ stata un’esperienza entusiasmante ma ho pensato di mollare”: inizia così la conferenza stampa di Roberto Buda candidato Sindaco che punta al secondo mandato. Roberto è stato in grado di mettere tutti d’accordo, ovviamente non senza difficoltà, ma come si suol dire in certi casi è il risultato che conta e alla prima ufficiale di fronte alla stampa ci sono tutti gli alleati (fatta eccezione per il PRI). Al tavolo oltre a Buda ci sono Massimo Palmizio, Jacopo Morrone, Francesco Minutillo, Andrea Pasini. Oltre ai partiti che appoggiano il “Buda bis” c’è anche la lista civica di riferimento rappresentata in conferenza dalla sua portavoce, Lalla Bertolozzi

 

Scivolano via in fretta le perplessità del sindaco uscente (anche se da ottobre a febbraio l’idea di candidarsi non è stata confermata) e lasciano spazio a nuovi stimoli, dati dai risultati raggiunti in 5 anni di mandato, dai cambiamenti di rotta rispetto alle amministrazioni che lo hanno preceduto e dalla forte opposizione rispetto alle idee dei suoi antagonisti politici.

“Non mi piace lo slogan del candidato del PD – ha spiegato Buda – Cesenatico non ha bisogno di ricominciare a correre, ma deve camminare e farlo a passo spedito, senza lasciare nessuno indietro. Dobbiamo avere attenzione per i più piccoli e gli indifesi. La città ha bisogno di essere coesa”.

 

Su cosa punterà il programma elettorale del sindaco a caccia di riconferma? Su una città più bella, sul consolidamento delle imprese, ma anche sulla giustizia sociale cercando, sulla sicurezza e sulla partecipazione dei cittadini di Cesenatico.

Su un aspetto in particolare si focalizza il discorso di presentazione di Roberto Buda, ossia sulla lotta feroce alla burocrazia e le tasse.

 

“Qualcuno mi contesterà sicuramente, di aver raddoppiato le tasse in cinque anni. E’ vero, ma i soldi che rimangono al Comune sono diminuiti di un milione di euro a beneficio di uno Stato vorace”.

Un esempio su tutti per chiarire il 70% dell’IMU è finito nelle tasche dello Stato e se fino a qualche anno fa dal Governo tornavano sul territorio 4 milioni di euro, ora le risorse sono molto più risicate.

 

“Sono libero rispetto alla verità – ha poi aggiunto il candidato -  Gesturist è un processo partito grazie anche al lavoro dell'amministrazione che ha spulciato gli incartamenti. Hanno rubato 4 milioni di euro” e ora dovranno risponderne.

“Il modo migliore di dire le cose è farle – sottolinea Buda lanciando una stoccata anche al Moviment 5 Stelle – Vogliono abbassare le tasse e raddoppiare la spesa e per di più percorrendo strade che non possono essere seguite”.

 

Una stoccata va anche al PD che invita bene a riguardare quanto fatto in questi ultimi 5 anni.  “Il PD propone l'ufficio per recuperare i fondi Europei: c'è già, lo stiamo facendo e funziona benissimo”. Un affondo in punta di fioretto va poi a Gozzoli: “Qualcuno dice torniamo a correre: io non voglio che Cesenatico torni a quello che era 5 anni fa. Dietro alla faccia nuova di un giovane ragazzo, che stimo personalmente, ci sono però i soliti noti”.
 

Breve il passaggio sul RUE, un progetto “rivoluzionario” presentato nella sua forma embrionale in ottobre ma che cambierà completamente faccia alla città grazie all’interesse di 681 cittadini che hanno presentato delle proposte ora al vaglio

Sul cambiamento di rotta e sull’eredità ricevuta dal PD Buda incalza ancora: “Abbiamo ereditato 54 milioni di debito più 20 milioni di mutuo per la scuola di Villamarina. Erano sette i milioni di euro di debito nei confronti dei fornitori. Abbiamo fatto una scelta difficilissima. Molte imprese sane avrebbero chiuso se non avessimo saldato i loro conti e così lo abbiamo fatto. Oggi sono orgoglioso di aver scelto questa strada. Sforando il patto di stabilità per un anno non abbiamo potuto accendere mutui, ma di soldi non ce n’erano e quindi non ne avremmo comunque spesi. Per un anno non avremmo potuto assumere, ma le amministrazioni devono già fare i conti con il blocco delle assunzioni. Abbiamo infine rinunciato ad un terzo del nostro stipendio e io, per un anno ho rinunciato a 600 euro al mese”.

 

Il Sindaco uscente ha parlato poi di federalismo “progetto importante e condivisibile nei suoi principi”, ma non attuato correttamente. Invece di abolire le province sono nate l’Area Vasta e le unioni dei Comuni, aumentando il peso della burocrazia e della macchina istituzionale.

“Il fondo di solidarietà è un’altra scelta condivisa e giusta. Non lo è più se il Comune di Cesenatico versa 4 milioni di euro e di queste risorse non torna nulla quando ad altre realtà come Napoli, Torino Genova, Firenze ricevono quasi tre volte quello che versano.

Una sola per Buda sembra la soluzione all’incertezza istituzionale che si sta attraversando: “Una Regione Romagna, indipendente e chiara”, affermazione che ha fatto esplodere l’entusiasmo della sala, troppo piccola per ospitare tutti i presenti.

Al termine della conferenza, dalla quale non emergono altri spunti del programma elettorale tanto meno i componenti dell’ex amministrazione che saranno inseriti nella lista civica a supporto di Buda, qualcuno chiede lumi sul PRI. Sulla questione il “ri-candidato” liquida la faccenda in fretta: “Il partito ha fatto un passo indietro. Avevamo un problema con un singolo assessore non con il gruppo. Tuttavia i vertici hanno preso la decisione di sostenere la sinistra ma non mi stupirei se ci fossero sorprese in vista”. 

 

Enrico Samorì

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