19 gennaio 2016 - Cesena, Politica

“No all'ampliamento dell'Iper di Montefiore”

L'ex consigliere Davide Fabbri sposa la causa anti-iper e promuove la raccolta firme

CESENA. Sosterrò la raccolta firme che partirà tra circa una settimana. Una petizione finalizzata a contrastare l'Accordo di Programma fra Comune di Cesena e Conad: un piano urbanistico che prevede un forte ampliamento del centro commerciale Montefiore in cambio di una nuova sede dei Carabinieri.
Trovo aberrante la proliferazione degli Ipermercati. 
E' facilmente criticabile sotto il profilo politico la filosofia del modello Ipermercato portata avanti da un sindaco – Paolo Lucchi del PD – solo apparentemente moderno, all'avanguardia, progressista. Il modello Ipermercato – al contrario – è la rappresentazione della morte del piccolo commercio, quello sano, quello autentico. Il modello Ipermercato non contribuisce in alcun modo a migliorare la qualità della nostra città: aumenta il traffico, la cementificazione di terreni vergini, produce immensi rifiuti da imballaggio, riduce la qualità dei prodotti. Molti cittadini anziani, disabili e tutti coloro che non possono utilizzare l'automobile, trovano nei negozi al dettaglio la risposta alle loro esigenze. Esigenze non capite dal sindaco Paolo Lucchi e da chi lo sostiene. A Cesena una quota rilevante del commercio si è già spostata su queste grandi strutture e conseguentemente le luci di tanti negozi si sono spente.
Se venisse approvato prossimamente in Consiglio comunale a Cesena l'Accordo di Programma per la realizzazione del nuovo Ipermercato Conad-E.Leclerc, il sindaco Lucchi inevitabilmente passerà alla storia per aver fatto chiudere il commercio del nostro centro storico e delle nostre periferie.
Aprire un ulteriore Ipermercato a Cesena significa far fallire tante piccole imprese, e quelle saracinesche abbassate si trasformeranno in strade vuote, in periferie sempre più abbandonate, in patrimonio immobiliare inutilizzato. La grande distribuzione, uccidendo la rete del piccolo commercio, dei mercati e delle fiere, sta prosciugando alle radici il sistema locale di produzione, distruggendo la micro-imprenditorialità. Una presenza degli Ipermercati o di grandi Centri commerciali come quelli pensati all'ex-Zuccherificio e al Montefiore, è la conseguenza della sbagliata pianificazione urbanistica e territoriale, e rappresenta l'altra faccia delle periferie ridotte a dormitorio. 
Occorre ritrovare un profilo pubblico nella trasformazione della città, sottraendola a pericolose forme di speculazione immobiliare e di rendita. 
Il sindaco spregiudicato Lucchi continua la sua azione politica di cancellazione di un'urbanistica pubblica, lasciando spazio al trionfo dell'iniziativa privata e alla cementificazione del territorio (alla bufala del “cemento zero” del sindaco ci credono solo i servi schiocchi del potere).
Il piano urbanistico prevede la realizzazione della nuova Caserma dei Carabinieri: un nuovo edificio di circa 2.180 mq a carico del Conad, che realizza e cede in area di sua proprietà posta all'interno del comparto Montefiore. Al Conad - che si fa appunto carico di realizzare a proprie spese la Caserma dei Carabinieri – arrivano contropartite immobiliari-commerciali-economiche-finanziarie pazzesche. E più precisamente:
- modifica della destinazione urbanistica di ben 5.500 mq di SUL da uso residenziale ad uso commerciale;
- incremento di ben 1.500 mq di SUL a destinazione commerciale;
- previsione di una grande struttura di vendita alimentare;
- previsione di due medio-grandi strutture non alimentari;
- previsione di tre medio-piccole strutture non alimentari;
- trasferimento di 1.300 mq dal subcomparto 4 al subcomparto 1 del Piano Integrato Montefiore, con modifica della destinazione d'uso da residenziale a direzionale;
- modifica della destinazione d'uso di mq. 700 di SUL da asilo nido ad attività direzionale.
Che senso ha costruire una nuova sede dei Carabinieri a Cesena su terreni vergini? E perchè si deve impegnare il Comune in questa direzione, dato che la competenza di una nuova Caserma dei Carabinieri è del Ministero della Difesa? La mia risposta è chiara, e penso che si sia capita: la Caserma dei Carabinieri è il grimaldello per far decollare una maxi operazione commerciale ed economica a favore di Conad. Se l'attuale sede dei Carabinieri in affitto in viale Bovio è ritenuta inidonea, basterebbe impegnarsi concretamente per trasferire nell'immenso spazio del CAPS il Comando dei Carabinieri, o caso mai realizzare in alternativa un nuovo e piccolo presidio dei Carabinieri a Pievesestina, la zona di Cesena che in questi ultimi anni si è ampliata notevolmente. Consentire a Conad di realizzare la nuova caserma dei Carabinieri sull'area di sua proprietà in zona “Montefiore”, consentire a Conad di realizzare – in cambio della costruzione di tale Caserma – un nuovo Ipermercato con il gruppo cooperativo francese E.Leclerc, è una pura “follia” urbanistica e politica. Gli appetiti vengono mangiando, e Conad lo sa perfettamente. La città allora va svegliata, dall'indifferenza e dall'apatia. 
Spero vivamente che questa petizione - nell'aprire un dibattito nella silente Cesena - possa interferire e ostacolare le decisioni degli attuali amministratori della città.

 

Davide Fabbri – ex consigliere comunale di Cesena - Comunicazione

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