2 settembre 2015 - Cesena, Politica

Davide Fabbri denuncia l'accordo tra il Pd di Cesena e Comunione e Liberazione

CESENA. "Nelle prossime settimane andrà a completarsi l’istruttoria sulla richiesta di Variante al PRG al permesso in deroga del 2008 sul cantiere del Sacro Cuore". 
Di che cosa stiamo parlando? 
E' un nuovo progetto dopo il dissequestro giudiziario in variante sostanziale al progetto originario del cantiere del Sacro Cuore di Cesena, il complesso edilizio legato alle scuole private confessionali che si trova fra le vie Don Minzoni, Padre Vicinio da Sarsina, Pascoli e Verdi.
Al progetto originario vennero commessi pesanti abusi edilizi, condannati successivamente dalla Magistratura: utilizzo improprio e illegale di terreno demaniale per realizzare parcheggi privati interrati.
Ora la Giunta del Comune di Cesena - con l'uomo-solo-al-comando Paolo Lucchi (padre-padrone del PD locale), facendo finta di non sapere che su quell'area sono stati commessi reati penali gravi e imbarazzanti, desidera far ripartire il cantiere fermo da anni, con un nuovo progetto di edificazione (ridimensionato rispetto alle origini), mantenendo inalterata la proposta progettuale degli oltre 300 parcheggi interrati. 
Il nuovo progetto prevede infatti la realizzazione di 301 parcheggi interrati, di cui 62 ad uso pubblico. La stragrande maggioranza dei parcheggi sarà pertanto privata, e tali parcheggi saranno da vendere all'interno del mercato speculativo cesenate.
L'obiettivo del PD è plateale: operare un salvataggio finanziario della Compagnia del Sacro Cuore (in mano a persone di Comunione e Liberazione - la presidente è Cinzia Amaduzzi), ora indebitata con le banche per oltre 5 milioni di euro, attraverso la vendita speculativa dei parcheggi privati.
Dopo una vicenda politico-giudiziaria di tali dimensioni, l'unica risposta seria e rigorosa da dare dopo i pesanti abusi edilizi, sarebbe la revoca dei permessi da costruire. 
Annullamento cioè dei diritti ad edificare della proprietà. 
E' una proposta choc? Tutt'altro. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo può essere revocato da parte di chi governa la città di Cesena. 
Ma per far ciò occorre avere coraggio e distanza dai "poteri forti" della città. Caratteristiche non presenti nell'"uomo solo al comando" Paolo Lucchi e nel gruppo consiliare di maggioranza del PD.

 

Davide Fabbri - ex consigliere comunale di Cesena - Comunicazione

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