6 agosto 2015 - Cesena, Politica, Società

Unioni Civili: per i Giovani Democratici, Cesena è all'avanguardia fin dal 2007

CESENA. A seguito del dibattito sul riconoscimento dei diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) che in questi mesi si è ripresentato con forza, sia a livello locale che nazionale ed internazionale, è nato fra i militanti dei Giovani Democratici ed i Consiglieri Comunali del Partito Democratico di Cesena l’interesse per capire cosa nella nostra città si era fatto e si potesse fare per la tutela di questi diritti.

Tutto è partito il 4 marzo di quest’anno con una riunione di approfondimento dei temi con le associazioni LGBT locali romagnole (Gruppo Lgbtqie* Rimbaud di Cesena, Un secco NO di Forlì, Arcigay “Alan Turing” di Rimini e Arcigay “Frida Byron” di Ravenna) ed è culminato il 29 giugno con la nostra iniziativa pubblica “Sì, lo voglio. Famiglie omosessuali: tra unioni ed adozioni” presso la Festa de l’Unità di Cesena dove si è fatto il punto della situazione su ciò che sta avvenendo in questi giorni in Parlamento al Senato riguardo il Ddl Cirinnà su Civil Partnership e Stepchild Adoption, disegno di legge che se approvato colmerà un ritardo storico che ci vede ancora fra i pochi paesi dell'occidente a non prevedere alcun riconoscimento per le coppie omosessuali.

 

In questo approfondimento ci siamo subito imbattuti, grazie al prezioso lavoro dei Consiglieri PD, in un Ordine del Giorno votato dal Consiglio Comunale di Cesena il 14 giugno 2007 (durante il secondo mandato del Sindaco Giordano Conti) in cui si chiedeva alla Giunta di istruire gli uffici comunali al rilascio alle coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma conviventi, della “Attestazione di Famiglia Anagrafica”. Questo provvedimento è sostanzialmente uguale ai provvedimenti con cui molti altri comuni hanno istituito il cosiddetto “Registro delle Unioni Civili”. Infatti, sia che la si chiami “Attestazione di Famiglia Anagrafica” o “Registro delle Unioni Civili”, in entrambi i casi ci si basa sulla definizione di famiglia che, per le finalità dell’anagrafe, viene data dall’art. 4 comma 1 del D.P.R. n.223/1989:«Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune».

In sostanza, Cesena, al pari di tanti altri comuni italiani (recentemente questo registro è stato adottato a Roma e nella vicina Rimini), ha già da tempo il suo registro in cui le coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma unite da un comune progetto di vita, possono vedere riconosciuta la propria unione.

 

Per capire lo stato di fatto di questo registro, come si fosse costituito, e quali diritti derivavano dall’esservi iscritti, alcuni Consiglieri Comunali del PD hanno voluto fare qualche domanda alla Giunta attraverso un’interpellanza che si è tenuta nell’ultimo Consiglio Comunale, cui siamo andati ad assistere. Noi Giovani Democratici possiamo ritenerci molto soddisfatti della risposta dell’Assessore Benedetti, che è stata molto positiva, in quanto ha confermato come tale strumento sia effettivamente in vigore e come questo sia la base per l’accesso ai servizi e alla determinazione dei tributi attraverso l’ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente), fattore che spesso viene usato al fine di determinare graduatorie e tributi in quanto tiene conto della reale situazione economica della famiglia, coniugando al reddito anche la situazione patrimoniale e le caratteristiche del nucleo familiare, e che si basa proprio sulla definizione di famiglia anagrafica, nella quale, grazie a questo registro, ricadono anche le Unioni Civili. Inoltre l’Assessore ha specificato come per i “figli delle unioni civili” i diritti per i servizi siano assolutamente gli stessi, e questo a prescindere dal registro: ogni minore “residente” può infatti essere accolto nei servizi comunali indipendentemente dallo stato giuridico della famiglia.

 

Quindi noi Giovani Democratici riconosciamo come molto positivo questo provvedimento del 2007, che ha portato Cesena ad essere all’avanguardia rispetto a molte città italiane nel riconoscimento dei diritti dei propri cittadini. E vogliamo rassicurare quanti egoisticamente hanno manifestato in questi mesi contro l’estensione di tali diritti umani, perché di questo si tratta, alle persone LGBT, perché laddove questi provvedimenti sono stati adottati, a Cesena, come in tante altre città italiane, la famiglia non è stata in alcun modo attaccata ed indebolita, anzi ne è uscita immutata e rafforzata, in quanto tante famiglie, non solo omosessuali, fondate anch’esse sul rispetto e l’amore reciproco, hanno finalmente ottenuto un riconoscimento dalle istituzioni.

 

 

Giovani Democratici di Cesena

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