22 agosto 2014 - Cesena, Cronaca, Società

Villette spacciate per attrezzaie nel cesenate

L'ecologista Davide Fabbri segnala un nuovo caso sul percorso dei Gessi

CESENA - "Bisogna essere molto distratti per non vedere il fenomeno speculativo e degenerativo di aggressione edilizia immotivata al nostro territorio, soprattutto nella collina di Cesena".

Lo sostiene Davide Fabbri, ecologista ed esponente del Movimento Cesena SiAmo Noi, che denuncia la costruzione di nuovi edifici, tra villette ed abitazioni, passate spesso e volentieri come “attrezzaie” per aggirare le leggi.

 

Secondo Fabbri la programmazione urbanistica di Cesena non terrebbe in giusta considerazione la tutela ambientale, specie nelle zone collinari e negli ultimi 20 anni non si sarebbe riusciti a contenere il fenomeno delle costruzioni di ville spacciate per “case ruralI” che “non sono mai state e non saranno mai al servizio dell’attività agricola”, sottolinea l’ecologista che punta il dito senza mezzi termini sull’escamotage spesso utilizzato per costruire fabbricati rurali per alzare, in realtà, edifici che si trasformano in case, ristoranti o agriturismi.

 

“Abbiamo assistito ad un aggiramento delle intenzioni del legislatore nazionale e regionale, ad un vero e proprio fenomeno degenerativo di aggressione edilizia alle zone agricole – prosegue l’esponente del Movimento Cesena SiAmo Noi - costruzioni ad alto impatto ambientale, sia sotto il profilo idrogeologico che estetico-paesaggistico; uso dissennato e improprio di “attrezzaie” e proservizi agricoli, trasformati impropriamente in residenza”.

A riprova di tutto questo lo stesso Fabbri racconta di aver effettuato un sopralluogo sul percorso dei Gessi di Cesena, assistendo all’ennesimo esempio di questo fenomeno.

“Quello che vedete nelle due foto – riporta – è la brutta sorpresa: una nuova maxi edificazione in collina, un maxi sbancamento di terreno per realizzare la solita e banale “attrezzaia”, un’immensa ferita al paesaggio”.

 

Davide Fabbri non è una voce solitaria e la segnalazione resa pubblica dall’ecologista è il frutto della continua attività portata avanti dal Comitato “Lasciateci l’Aria per Respirare di Cesena”.

Per Fabbri così come per tutti gli ambientalisti ed amanti della natura del cesenate è ormai giunto il momento di dire basta e di porre rimedio a queste situazioni.

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