26 giugno 2013 - Cesena, Agenda, Cultura, Eventi, Società, Spettacoli

La voce dei Padri e il dialetto lingua madre a Cesenatico

Sabato “la Serenata delle zanzare” nel giardino di Casa Moretti

CESENATICO - Si terrà sabato 29 giugno dalle ore 21.00  nel Giardino di Casa Moretti – “La voce dei Padri e il dialetto lingua Madre” una serata animata da versi, musica, parole ed emozioni che vedrà, inoltre, la partecipazione di Annalisa Teodorani, Andrea Ponso, Caterina Camporesi, Serse Cardellini e Saverio Simoncelli. Gli intermezzi musicali, tra una lettura e l’altra, saranno affidati a Fabrizio Flisi e curati da Alessandro Ramberti.

Da “La léngua dla mi ma” alla poetica della fantasia dei fratelli Grimm, la serata si preannuncia ricca di suggestioni e spunti di riflessione

 

Annalisa Teodorani è la più giovane esponente della scuola poetica santarcangiolese (Tonino Guerra, Gianni Fucci, Raffaello Baldini, Nino Pedretti, per fare solo alcuni nomi) ha esordito giovanissima nel 1999, con Par senza gnént, Per nulla (introduz. di Gianni Fucci, nota di retrocopertina di Narda Fattori, Ed. Luisè, Rimini), seguito dalla raccolta La chèrta da zugh, La carta da gioco (prefaz. di Andrea Brigliadori, postfaz. di Narda Fattori, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2004) e da Sòta la guàza, Sotto la rugiada (presentazione di Manuel Cohen, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2010).

 

Andrea Ponso è nato a Noventa Vicentina nel 1975. Laureato in teoria della letteratura a Padova, ha conseguito un dottorato di ricerca in lingue e letteratura comparate presso l’Università di Macerata e di Lille; attualmente, dopo il baccalaureato in teologia alla Facoltà Teologica del Triveneto, sta portando a termine la licenza in liturgia e antropologia del rito a S. Giustina (PD). Si occupa di traduzione di testi biblici dall'ebraico, e poetici dal francese e dall'inglese. Svolge attività di ricerca e di critica, esegesi biblica, con vari studi apparsi in riviste e convegni, in Italia e all’estero; collabora con il Master di studi interculturali dell’università di Padova e fa parte del comitato scientifico del Monastero di Camaldoli (AR). Tiene corsi di esegesi biblica e sulla poesia del Novecento. Come poeta ha pubblicato nelle maggiori antologie della sua generazione. Il suo primo libro, “La casa” con prefazione di Maurizio Cucchi, è del 2003 per Stampa. Dopo altre uscite presso Mondadori (“Nuovissima poesia italiana” e “Almanacco dello Specchio”), è uscito nel 2011 il suo secondo libro in versi, I ferri del mestiere presso la collana de Lo Specchio di Mondadori. Attualmente, collabora come editor al Saggiatore e sta portando a termine una nuova traduzione dall’ebraico dei libri di Isaia, Qohèlet e Cantico.

 

Caterina Camporesi è nata un po’ di anni fa in un delizioso paesino situato ai confini tra la Romagna e le Marche. Ha lavorato come psicologa con la pretesa di alleviare gli affanni che alloggiavano nella psiche dei suoi simili, alleviando contemporaneamente i suoi. Nel mezzo del cammino della vita ha incontrato la scrittura poetica che, affiancandola a quella saggistica, ha contribuito a nutrire la sua mente e la sua vita. Duende, Solchi e nodi, e Dove il vero si coagula, sono le ultime pubblicazioni. I suoi saggi, che amalgamano esperienze, conoscenze psicoanalitiche filosofiche e letterarie e altro ancora, si possono leggere sia in riviste cartacee, che in siti on-line. Ha tradotto dallo spagnolo due poeti boliviani.

Serse Cardellini è nato a Pesaro il 6 maggio 1976. Sposato, è da poco padre. Presidente dell’Associazione Culturale Thauma Edizioni di Pesaro, come poeta e filosofo lei si dichiara: colpevole. Chi sono? Vladimir Solov’ëv chiese alla Russia del suo tempo se fosse disposta a prendere una seria decisione: stare dalla parte di Serse o di Cristo. Io, come è vero che mi chiamo Serse, scelgo Cristo. Ma cosa significa questo nome? Dipende per chi. Seneca, ad esempio, non avrebbe dubbi al riguardo: «Serse! A Pizio, padre di cinque figli, che gli chiedeva l’esonero per uno, permise di scegliere quello che preferiva, poi fece squarciare in due parti l’eletto, ne pose i tronconi sui due lati della strada e, con quella vittima lustrale, purificò l’esercito. Ebbe il successo che meritava: sconfitto e messo in fuga in lungo e in largo, vedendo dovunque sparsi a terra i resti del suo crollo, dovette passare in mezzo ai cadaveri dei suoi». Invece, sfogliando il libro dei libri, leggo che la regina Ester si sposò con il re Assuero, salvando così il suo popolo dal massacro. Continuando a sfogliare altri libri imparo che Assuero è la traduzione latina del nome ebraico Kshajarsha (che significa “re”), in greco Xersès, ovvero Serse. Queste nozze regali mi risollevano il morale. Ma in tutto questo la verità è che non ho ancora risposto alla domanda iniziale: chi sono? Trovo nelle parole di Papini la miglior soluzione: «Tutta la mia vita è piantata su questa fede: ch’io sia un uomo di genio. Ma se invece mi sbagliassi, se fossi […] in una parola, un imbecille? […] Nulla di più, nulla di meglio!».

Saverio Simonelli è nato a Roma, dove risiede, nel 1964. Laureato in Filologia germanica è giornalista professionista dal 1987 e dal 1998 è responsabile dei programmi culturali e di approfondimento di TV2000 come 4 passi tra le nuvole e La svolta. Ha tradotto e pubblicato opere di Thomas Mann, Hans Urs von Balthasar, Gilbert Keith Chesterton. Nel 2010 ha pubblicato per Ancora Andremo a rubare in cielo, la prima traduzione italiana sistematica delle maggiori liriche del grande poeta irlandese Patrick Kavanagh e per Rubbettino Storie Infinite scritti saggistici e stralci di conferenze di Michael Ende. Nel 2002 e nel 2004 con Andrea Monda ha pubblicato per Frassinelli due saggi sulla letteratura fantastica e fantasy: Tolkien il Signore della Fantasia e Gli Anelli della Fantasia. È tifoso della Roma, alla quale ha dedicato l’opera Vivo di Roma (Sperling & Kupfer 2006). Nel 2009 ha pubblicato per Effatà: Librovisioni. Quando la lettura passa attraverso lo schermo. Sono recentementi usciti La musica è altrove (Ancora), dedicato ad Angelo Branduardi e Nel paese delle Fiabe (Giulio perrone Editore) un viaggio tra realtà fantasia e letteratura sulle tracce dei fratelli Grimm.

 

Fabrizio Flisi ha studiato presso il civico Liceo musicale “G. Lettimi”di Rimini sotto la guida del maestro Idalgo Arcangeli e si è diplomato il 26/09/1997 presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. Ha frequentato il Biennio Sperimentale in Discipline Musicali (indirizzo pianoforte) presso l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini laureandosi il 9 luglio 2008 con il massimo dei voti. Nel 2002 inizia lo studio della fisarmonica sotto la guida di Simone Zanchini e in seguito Gabriele Antonelli. Ha sviluppato notevoli competenze in musica leggera, musica popolare e, in parte, musica jazz grazie all’attività live, quasi ventennale,  con numerosi gruppi utilizzando pianoforte, tastiere elettroniche e fisarmonica. Nel 2008 frequenta, presso la scuola Musicale di Bertinoro (FC), lo “Stage Multistilistico per Sezione Ritmica” (pianoforte) tenuto dai maestri Moriconi, Nanni e Zadro ed il corso di “Musica Ebraica” (fisarmonica) tenuto dal maestro E. Fink nell’ambito dei “Corsi Estivi di Alto Perfezionamento”.

 

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