21 giugno 2013 - Cesena, Cronaca, Politica, Sanità, Società

“Il 118 in soccorso del Pronto Soccorso”

Per Angeli (Progetto Liberale) è un’idea tampone

CESENA – La proposta di variazione al servizio di Pronto Soccorso promosso dall’Ausl di Cesena ha letteralmente preso di sorpresa Stefano Angeli, promotore del Progetto Liberale (per la civica) che con una nota esprime il proprio parere in merito: “Da un lato questa decisione conferma ciò che noi andiamo dicendo da anni, ovvero che il pronto soccorso del nostro ospedale è sottodimensionato per un Trauma Center, col risultato di lasciare spesso i pazienti in attesa per molte ore”.

L’azienda per Angeli in questo modo ammetterebbe l’effettiva esistenza del problema di una insufficienza di personale medico, quantomeno nelle ore notturne. “Ci desta però – continua il promotore di Progetto Liberale - qualche seria perplessità la soluzione indicata dato che a nostro avviso ci possono essere controindicazioni affatto secondarie. La soluzione prevista, col medico del 118 impegnato alle medicazioni e l’infermiere a smistare i pazienti, può ragionevolmente provocare un ritardo nella risposta dell’auto medica, che sappiamo interviene in casi gravi dove c’è rischio per la vita del paziente e dove la rapidità di intervento è fattore vitale”.

“Abbastanza cervellotica e poco realistica”, per Angeli, è la soluzione per cui il medico, per essere pronto a rispondere a una chiamata in qualunque momento, dovrebbe essere destinato a visitare pazienti con patologie minori o medicazioni di minore entità”.  Risulta inoltre assai vaga la definizione di patologia minore del paziente e comunque troviamo abbastanza problematico per un paziente vedere il medico che lo sta visitando, o che gli sta suturando una ferita, mollare all’improvviso armi e bagagli e piantarlo in asso.

“Un Trauma Center a nostro avviso non può avere, nemmeno di notte dove peraltro capitano solitamente gli incidenti più gravi, solo 2 medici e 5 infermieri per il proprio pronto soccorso – continua Angeli - Un solo ferito grave pluritraumatizzato in pericolo di vita può infatti facilmente tenerli tutti impegnati per ore. Un Trauma Center inoltre necessita di un reparto di Osservazione Breve attiguo al pronto soccorso con almeno un medico dedicato”.

“Non ci pare quindi – chiude il promotore di Progetto Liberale - che problemi simili si risolvano con soluzioni tampone come quella oggi proposta”.

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