Cesenatico, il Pd avverte: “Con Buda il nostro Comune a rischio paralisi”

 

CESENATICO. Sforamento del patto di stabilità per 3 milioni e 286 mila euro, un disavanzo di amministrazione di 241 mila euro, soltanto 3 milioni e 645 mila euro di investimenti realizzati rispetto agli oltre 7 milioni preventivati per il 2012.

Sono questi i numeri del consuntivo 2012, il primo bilancio tutto determinato dall’amministrazione guidata da Roberto Buda, che il Partito Democratico giudica, senza esitazione disastroso.

Innanzi tutto occorre evidenziare che strutturalmente il disavanzo di amministrazione è molto più profondo di quanto evidenziato nel consuntivo, in quanto se non si fosse intervenuti con operazioni contabili che hanno agito su residui attivi e passivi che ne hanno migliorato le risultanze di euro 478.000, la perdita di amministrazione sarebbe stata di ben 719.000 euro.

Il Sindaco in Consiglio Comunale, ha tentato di giustificare la violazione del Patto, con la scelta politica di pagare le imprese creditrici del comune per le opere realizzate.

Questa tesi “ buonista “, in realtà cerca di distogliere l’attenzione generale da alcuni rilevanti errori commessi dalla sua amministrazione.

Siamo tutti consapevoli che i dettami del Patto di Stabilità impongono ai comuni vincoli sempre più stringenti che andrebbero rivisti, poiché in un momento di grave crisi come l’attuale, limitando la leva degli investimenti pubblici e impedendo il pagamento delle imprese creditrici, non si fa altro che aggiungere sofferenza alla depressione che il Paese sta vivendo.

Detto questo, non bisogna tuttavia dimenticare che i vincoli fissati dal Patto di stabilità, sono stabiliti da leggi dello Stato, di cui per noi sarebbe stato più sensato richiederne una modifica rispettandone i limiti, piuttosto che agire da “pionieri“, come ha fatto l’Amministrazione Buda, per poi incorrere nelle pesanti sanzioni che ne deriveranno.

Il vincolo più pesante che graverà sul nostro comune nel 2013, sarà il divieto di stipulare mutui, che di fatto renderà praticamente impossibile realizzare nuove opere pubbliche significative.

Si tratterà di una paralisi degli investimenti per la nostra città. Non poter realizzare investimenti è cosa negativa per ogni comune, ma per una località turistica come Cesenatico, scelta per la propria bellezza, rischia di produrre effetti davvero drammatici.

Fedele alla propria idea di gestione “ padronale “ della città, l’Amministrazione ha deciso arbitrariamente di violare il Patto senza confrontarsi con la città sulle conseguenze che tale scelta avrebbe provocato e soprattutto senza neppure tentare azioni utili a evitare lo sforamento, a cominciare dalla vendita di proprietà immobiliari detenute, come così come previsto nel Piano comunale delle alienazioni e azzerando il progetto di privatizzazione parziale di Cesenatico Servizi. Ora tutta la città dovrà pagare il costo di questa scelta unilaterale.

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