17 aprile 2013 - Cesena, Cronaca, Politica, Società

Coppie di fatto, il MoVimento 5 Stelle chiede il riconoscimento dei diritti al Comune

Alberto Papperini presenta un ordine del giorno "spinoso"

Alberto Papperini leader del MoVImento 5 Stelle di Cesenatico fa un passo avanti e propone al consiglio comunale una mozione per il riconoscimento della famiglia anagrafica basata sui vincoli affettivi. “Senza intaccare la tutela della famiglia così come definita dall'art. 29 della Costituzione – spiega Papperini - si propone di garantire comunque alle persone, senza discriminazioni di sorta, i diritti civili e sociali espressi dagli articoli 2 e 3 della Costituzione”.

Non si parla qui dell’istituzione di un registro delle unioni civili, ma di un “riconoscimento di diritti concreti per le persone componenti le coppie di fatto, sia di sesso diverso che dello stesso sesso”, precisa l’attivista dei cinquestelle, che poi riporta l’articolo 4 del regolamento anagrafico comunale: “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.

Il MoVimento 5 Stelle  avanza dunque questa proposta al consiglio comunale chiedendo formalmente al Sindaco  e alla giunta del comune marittimo di impegnarsi nel rilascio di un “certificato di famiglia anagrafica basato sul vincolo affettivo”, “inteso come reciproca assistenza morale e materiale ai sensi dell’articolo 4 del regolamento anagrafico”, precisa Papperini.

La proposta non si conclude qui, infatti il pentastellato chiede al comune di adottare delle delibere volte ad eliminare le discriminazioni e le disparità di trattamento nei settori di competenza della stessa amministrazione comunale, fra le coppie unite dal vincolo matrimoniale e le coppie di fatto. Per  Papperini maggiore attenzione deve essere destinata ai problemi come la casa  e i servizi sociali e per questo l’impegno richiesto al Comune è chiaro: nessuna discriminazione sul diritto alla casa, in particolare riguardo ai bandi per la prima casa, assegnazioni di case popolari e di contributi a sostegno di acquisti ed affitti; garanzia dei servizi sociali e di assistenza, permettendo un accesso  equo ai contributi economici di varia natura, sia per l’agevolazione sul pagamento delle utenze, sia per le rette scolastiche, mense , trasporti degli anziani e dei minori, ma anche diritto di rappresentanza a tutela dei propri conviventi di fronte ai servizi pubblici.

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