IMU, Icarus e Tares, la posizione di CNA

CESENA - Qualche giorno fa, in un confronto promosso dall’Amministrazione comunale, si è discusso di pressione tributaria locale mettendola in relazione con gli altri comuni della Regione con più di 50.000 abitanti. Il quadro rappresentato dagli amministratori indica che Cesena occupa una posizione virtuosa nell’ipotetica classifica, poiché è il comune con la pressione tributaria fra le più contenute (nel 2011, prima dell’entrata in vigore dell’IMU, le entrate tributarie per abitante erano pari ad euro 501, contro una media regionale di euro 623).

Un altro dato emerso con chiarezza riguarda l’introduzione del federalismo fiscale, che ha previsto il riassetto delle entrate comunali fondato sulle entrate proprie per sostituire i trasferimenti statali.

Un primo, chiaro effetto deriva dall’applicazione dell’IMU che, a Cesena, ha comportato un aggravio per le tasche dei contribuenti di circa 29,5 milioni di euro. Infatti, basta confrontare l’esborso ICI del 2011 (circa 17 milioni) con quello IMU 2012 (circa 46,5 milioni, di cui 32 milioni al Comune e il resto allo Stato centrale). Risorse che, se da un lato hanno consentito di tenere in ordine i conti pubblici, dall’altro sono venute a mancare all’economia locale, contribuendo a determinare la contrazione dei consumi.

“Già in fase di discussione del bilancio preventivo abbiamo segnalato con molta nettezza che la fase recessiva sta assumendo contorni allarmanti e rischia di minare le fondamenta del tessuto produttivo, mettendo a dura prova la coesione sociale del nostro territorio – spiega Roberto Sanulli, responsabile CNA Cesena Val Savio - Per questa ragione abbiamo chiesto di commisurare le scelte all’effettivo stato di salute delle imprese, ormai strangolate da una pressione fiscale insostenibile, a cui contribuisce in maniera sempre più gravosa anche la tassazione locale. La nostra richiesta di applicare l’aliquota minima IMU agli immobili strumentali all’attività è stata disattesa e, anche per il 2013 è stata prevista l’aliquota del 10,6 per mille.

Contemporaneamente, si è aperto un confronto sulla destinazione delle risorse che deriveranno dall’entrata in funzione di ICARUS”.

La CNA si dice quindi disponibile ad aprire al più presto un confronto con l’Amministrazione comunale a tale riguardo. “Crediamo – continua Sanulli - che gli introiti derivanti da Icarus possano essere utilizzati su alcuni temi che poniamo, fin d’ora, all’attenzione della giunta: ridurre l’imposizione locale sulle imprese (IMU e altre imposte), aumentare le risorse per i consorzi fidi, incentivare chi stabilizza nuova occupazione, promuovere iniziative di valorizzazione del centro storico e della città, sostenere iniziative di welfare, definendo un ordine di priorità rispetto all’effettivo ammontare delle risorse che si renderanno disponibili nel corso dell’anno”.

Per CNA il confronto dovrà servire anche a definire l’esatta portata dell’introduzione della Tares. “Ormai è certo – conclude il responsabile della CNA di Cesena Valle del Savio - ci troveremo di fronte a una vera e propria patrimoniale occulta che, auspichiamo, venga regolamentata in modo tale da renderla meno onerosa, più equa e, soprattutto, in grado di far pagare le utenze produttive in rapporto alla reale quantità di rifiuti prodotta. Il tema va affrontato nell’immediato, anche se solo a dicembre gli utenti dovranno farvi fronte”.

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