21 febbraio 2013 - Cesena, Cronaca, Società

Casa Sicura, su 1486 alloggi 476 non sono salubri

Sono 16 le abitazioni tolte dal mercato degli affitti

CESENA - Per affrontare il problema dell’insalubrità delle abitazioni presenti nel territorio cesenate, e contrastare le condizioni di disagio abitativo, è stato siglato nel 2005 il Protocollo d’Intesa per il miglioramento delle condizioni di disagio abitativo, nato da un accordo tra il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena, il Comune di Cesena e la Fondazione per lo sviluppo e la promozione dei contratti di locazione abitativi (Fondazione per l’Affitto).

Scopo dell’accordo è quello effettuare delle verifiche nei luoghi segnalati dai privati cittadini - o da operatori sanitari, sociali o forze dell’ordine - per coinvolgere  in maniera attiva i proprietari degli alloggi nella messa in sicurezza e risanamento degli stessi.

Dal 2005 al 2011 nel territorio di Cesena i tecnici della Prevenzione dell’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena  hanno effettuato sopralluoghi in 1486 alloggi, per valutarne l’idoneità igienico sanitaria. Di questi, 476 sono risultati non salubri, e quindi sono stati avviati all’iter di risanamento come previsto dal protocollo.

Si tratta nella maggior parte dei casi di abitazioni con problemi strutturali (umidità, infiltrazioni meteoriche, muffe), riscontrati nel 61% dei casi ispezionati. Altre problematiche rilevate sono relative a impianti elettrici non a norma (es. prese in zona interdetta, fili elettrici scoperti, non funzionamento dell’interruttore differenziale) o impianti a gas non conformi (con tubo di adduzione scaduto, senza dispositivi di aerazione o aperture di ventilazione nei locali).

Diversi casi di non sicurezza e insalubrità, inoltre, riguardano l’utilizzo da parte di alcuni nuclei famigliari – in particolare gruppi di popolazione più svantaggiati – di sistemi di riscaldamento e combustibili economici e impropri, a volte altamente pericolosi per il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.

A distanza di sette anni dall’avvio del progetto sono stati ottenuti dei buoni risultati in termini di contrasto all’insalubrità delle abitazioni: 317 alloggi (il 67% dei casi presi in esame), infatti, hanno concluso l’iter di risanamento, mentre per le restanti abitazioni sono in corso le procedure di avvio o conclusione degli interventi. Solo 16 abitazioni sono state tolte dal mercato degli affitti.

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