7 febbraio 2013 - Cesena, Politica, Sanità, Società

“Cesena Bene Comune” manca l'obiettivo delle firme per i cinque referendum

Davide Fabbri: “Troppe le firme da raccogliere e poco il tempo a disposizione”

 

CESENA. Non ce l'ha fatta il comitato civico “Cesena Bene Comune” a raccogliere le firme necessarie alla promozione dei cinque referendum cittadini. E, d'altronde, le condizioni erano e sono veramente impossibili da soddisfare: raccogliere 4200 firme autenticate per ogni quesito referendario in soli ottanta giorni.

«“Bisogna saper perdere”, cantavano i Rokes negli anni '60» è il commento ironico e anche amaro di Davide Fabbri, che del comitato si era fatto portavoce ed interprete. «Il periodo invernale di raccolta firme all'aperto non ci ha ovviamente aiutato. Le mancate autorizzazioni per tavoli di raccolta firme all'interno di centri commerciali cittadini, ci hanno ovviamente penalizzato. Il comitato Civico “Cesena Bene Comune” ha lanciato idee e proposte culturali che riteniamo essere ancora attuali, per dare valore a parole importanti come “partecipazione” e “trasparenza” nelle scelte del governo del territorio».

 

Questi i contenuti dei 5 Referendum Consultivi Comunali di Cesena:

1 Applicare la strategia “Cemento Zero”:ridurre il consumo di territorio in zona collinare ed agricola, per tutelare i terreni agricoli ad uso agricolo-alimentare, per il recupero di beni culturali-architettonici-storici di proprietà pubblica del Comune di Cesena.

2 Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, la pedonalizzazione del centro storico, e la non realizzazione del progetto del sindaco del nuovo parcheggio previsto su viale Carducci.

3 Conservare il tratto di fiume Savio fra il Ponte Vecchio e il Ponte Risorgimento, ed evitare la concessione ai privati a scopo commerciale di un bene comune, prevista nel progetto comunale di “Savio Beach”.

4 Difendere l'acqua pubblica e chiedere al Comune di Cesena l'uscita dalla società affaristica Hera spa.

5 Attuare concretamente la strategia “Rifiuti Zero”, estendendo su tutto il territorio comunale il modello di raccolta differenziata domiciliare “porta a porta”, la riduzione della produzione dei rifiuti.

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