2 gennaio 2013 - Cesena, Cronaca, Società

Bocconi avvelenati, morti due cani

Il Corpo Forestale dello Stato a caccia dei responsabili

CESENA - Prosegue purtroppo anche nell’anno appena iniziato il fenomeno dell’avvelenamenti di cani attraverso l’utilizzo di bocconi avvelenati. Nella mattinata di ieri, primo gennaio, in una zona boscosa nella località Batocco – Campodonicato – La Croce,  nel comune di Bagno di Romagna si sono verificati due decessi di cani, appartenenti a due distinti proprietari che hanno ingerito involontariamente alimenti contenenti sostanze tossiche lasciati sul posto volutamente per colpire gli animali.

Un primo esame delle carcasse effettuato dal personale del Servizio Veterinario dell’AUSL di Cesena ha confermato la sintomatologia da avvelenamento. Dell’accaduto, il comando di Bagno di Romagna del Corpo Forestale dello Stato ha informato l’Autorità Giudiziaria attraverso l’inoltro di una denuncia, al momento contro ignoti.

Le carcasse dei due animali deceduti sono state poste sotto sequestro penale per essere inviate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna – Sezione di Forlì, presso i cui laboratori verranno effettuate le ricerche tossicologiche per determinare la natura della sostanza utilizzata per l’avvelenamento.

Quella dell’impiego di bocconi avvelenati costituisce un’attività illegale che trova spesso origine in contrasti tra raccoglitori di tartufi per eliminare i cani o, addirittura, nell’ambito di attività di bracconaggio tendenti ad eliminare i predatori selvatici.

“È doveroso ricordare – spiega Il Comandante Provinciale Gianpiero Andreatta - come l’uso di bocconi avvelenati costituisca oltre che una pesante violazione della legge, punibile con la reclusione da quattro mesi a due anni,  è anche un inequivocabile atteggiamento di arretratezza culturale e un grave pericolo non solo per i cani ma anche, in maniera indiscriminata, per molti animali selvatici come il lupo, la volpe, il gatto selvatico, il tasso, l’istrice, i rapaci diurni e notturni”. Il pericolo diventa talvolta anche indiretto per la salute umana, specie se i bocconi tossici o gli animali deceduti si trovano nelle vicinanze di corsi d’acqua. Il personale del Corpo Forestale dello Stato è impegnato costantemente sia nel controllo del territorio sia nel settore delle attività investigative al fine di prevenire e reprimere questo preoccupante e deprecabile fenomeno che, purtroppo, non manifesta segnali di regresso o diminuzione.

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