Cesenatico Servizi, qualche precisazione sui bilanci
Il Presidente della Cesenatico Servizi Baldisserri chiarisce tecnicamente la posizione della società in merito al suo bilancio: “Con riferimento agli articoli pubblicati in questi giorni sulla stampa locale, è utile sottolineare che il bilancio approvato nel corso del mese di giugno è riferito all’anno 2011, primo esercizio della società Cesenatico Servizi, che va ricordato è stata scissa da Gesturist in data 19 marzo 2011”.
La nota, inviata alla stampa pochi minuti fa spiega come le perdite emerse nel corso dell’esercizio 2011 siano dovute ad accantonamenti a fondi rischi accesi dopo che soggetti privati ed il Comune di Cesenatico hanno sollevato dubbi sull’esigibilità di alcuni crediti presenti nel bilancio di scissione e quindi provenienti dalla gestione precedente.
“Gestione che doveva essere effettuata nell’interesse di Cesenatico – spiega Baldisserri - E’ importante ricordare che l’eventuale depauperamento del patrimonio sociale di Cesenatico Servizi è tutelato dalla clausola di salvaguardia contenuta all’interno dell’atto di scissione il quale prevede che Gesturist terrà indenne Cesenatico Servizi da eventuali sopravvenienze passive non riportate nella situazione patrimoniale di scissione”.
Per ciò che riguarda gli avvocati incaricati di affrontare questo spinoso problema, questi sono stati individuati in autonomia da Cesenatico Servizi e l’ammontare delle parcelle è notevolmente inferiore a quello apparso sulle pagine dei giornali (circa 200 mila euro ndr.).
“ Gli stessi avvocati che sono di Bologna e non di Milano, come erroneamente affermato, hanno dichiarato che sarebbero ben lieti di percepire le somme espresse dal Consigliere Papperini – conclude Baldisserri - il quale evidentemente ha fatto confusione con gli zeri: errore in cui non sarebbe incorso se avesse letto con maggiore attenzione i documenti”.
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Commenti
lettura dei documenti
Trattandosi di una previsione di bilancio , la cifra riportata dai documenti equivale a 200 mila euro. Se poi ne sono stati spesi 20mila per la consulenza di Patrizio Trifoni (socio dello studio Sciumè) non è affare che mi riguarda. Resta di fatto che la previsione di bilancio forse prevedendo ricorsi ed impugnazioni ha considerato la somma di 200 mila euro per spese di consulenza legale.
Il presidente Baldisserri forse può negare che a bilancio alla voce spese legali sia riportata la cifra di duecentomila euro?
Se sbaglio mi correggerete.
Imerio
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