Giovanni Pascoli protagonista della seconda serata della rassegna “I suoni dello spirito”

Venerdì 10 agosto, ore 21 al Chiostro di San Francesco

Dopo l’esordio della scorsa settimana sotto il segno di Dante, secondo appuntamento con la rassegna “I suoni dello spirito”, diretta da Paolo Turroni per l'associazione “Amici del Monte”. Venerdì 10 agosto, alle ore 21, nel Chiostro di San Francesco si renderà omaggio a Giovanni Pascoli, nel centenario della scomparsa.

«Se c'è un poeta “nazional-popolare” è Pascoli – sostiene Paolo Turroni, organizzatore della rassegna – letto, studiato, imparato a memoria fin dalle elementari. Il poeta della bontà, recita l'epigrafe sulla casa di San Mauro: è però questo un ritratto che va stretto ad uno fra i maggiori lirici della letteratura italiana. Cerchiamo di tornare con attenzione rinnovata a testi già letti, e di leggere testi prima trascurati. Forse riusciremo a sbirciare all'interno di una mente tragicamente ingarbugliata, che è riuscita, proprio dalle sofferenze patite, a elevare un canto senza paragoni nella nostra letteratura: e capiremo che anche dietro la cantabilità pascoliana c'è un mondo che crediamo di conoscere bene e che, invece, attende ancora d'essere portato in piena luce».

La serata si svolge in una data fondamentale della storia di Pascoli: proprio il 10 agosto il padre del poeta, Ruggero, venne assassinato mentre tornava da Cesena a San Mauro. Era il 1867, e la vita di Giovanni e della sua numerosa famiglia cambiò per sempre. In quell'omicidio senza un colpevole ufficiale risiede la nascita della poetica pascoliana, la prima sorgente della sua poesia. Così infatti Pascoli scriveva, nella Prefazione di Myricae: «Rimanganorimanganoquesticantisulatombadimiopadre!... Sonofrullid’uccelli, stormiredicipressi, lontanocantaredicampane: nondisdiconoauncamposanto. Diqualchelagrima, diqualchesingulto, sperotrovarperdono, poichéquimenochealtroveillettorepotràovorràdire: Chemeneimportadeldolortuo?»

Ma non c'è, ovviamente, solo il Pascoli più intimista; durante la serata si potranno ascoltare e riascoltare poesie note e meno note, tutte però in grado di trasmettere un ritratto del più grande poeta lirico moderno.

Letture di Loris Canducci, Graziella Carnaccini, Maria Faggiano, Paolo Turroni.

La musica sarà eseguita da Pepe Medri (organetto diatonico e bandoneon) e Dimitri Sillato (violino). Nato da una costola della Timbuctù Orkestra, questo duo acusticooffre un connubio di stili differenti che si intrecciano:  una parte la musica colta e il jazz di Sillato, dall'altra il popolare e la ricerca strumentistica di Medri, per uno spettacolo lirico ma con finestre aperte all'improvvisazione radicale.

Ingresso libero; in caso di maltempo, lo spettacolo si svolgerà al Palazzo del Ridotto di Cesena, in Piazza Almerici.

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