20 giugno 2012 - Cesena, Cronaca, Società

La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati a sostegno della famiglia Urbini

L'anziana signora è stata uccisa nella sua abitazione vicino al teatro Bonci da una vicina di casa

La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati interviene a sostegno dei familiari di Wally Urbini, l’anziana signora uccisa nella sua abitazione vicino al teatro Bonci da una vicina di casa nella notte fra il 23 e il 24 febbraio scorsi.

Questa mattina, il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, a nome della Fondazione, ha consegnato ai familiari della signoraWally  - presenti  il figlio Franco Urbini, la nuova Anna, la nipote Alessia - un contributo qualesegno di solidarietà e vicinanza delle istituzioni a seguito del tragico evento.

 

“Ringrazio sentitamente  - ha dichiarato Franco Urbini - la Fondazione  per questo intervento, e il Comune di Cesena che si è adoperato per renderlo possibile. E’ un segno a cui attribuiamo grande importanza, perché in questo modo chi, come noi, ha subito una grave perdita a causa di un delitto, si sente davvero più integrato e tutelato: è davvero un bell’esempio della vicinanza delle istituzioni alla gente. Ed è anche un modo per ricordare mia madre a tutti quelli che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene. Un delitto efferato ce l’ha portata via e ora speriamo solo che la giustizia operi in maniera giusta, così come deve essere”.

“L’omicidio della signora Wally – afferma il Sindaco Paolo Lucchi - ha scosso profondamente l’intera città, così come è successo, purtroppo, altre volte, sia in passato, sia recentemente. Eventi come questo lasciano il segno ed è gusto non lasciare sole le famiglie che li subiscono. Con il suo intervento, la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati ha dimostrato di agire in tempi rapidi e dà veramente il senso concreto dell’attenzione delle istituzioni ai cittadini”.

 

Costituita il 12 ottobre 2004, la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati è presieduta dal Senatore  Sergio Zavoli e ha l’obiettivo di dare sostegno immediato alle vittime dei crimini dolosi di maggiore gravità, prendendo le mosse dall'art. 7 della legge regionale n. 24 del 2003 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza".

In particolare, la Fondazione interviene "a favore delle vittime dei reati, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, quando, da delitti non colposi, ne derivi la morte o un danno gravissimo alla persona”. L´intervento è volto a permettere alla vittima o alla sua famiglia di affrontare nell´immediato lo choc determinato da un grave crimine, mediante un intervento rapido - spesso in denaro – senza i vincoli burocratici tipici della pubblica amministrazione, pur mantenendo l'intervento nell´area della responsabilità pubblica.

 “Non si tratta solo di un moto dell´animo – ha scritto il Presidente Sergio Zavoli -, ma anche di quello spirito di cittadinanza che impegna a riconoscersi nella vita altrui quando si è raggiunti da una inerme e dolente richiesta di aiuto. Si chiama, semplicemente, solidarietà. Ed è una prima, contingente risposta della famiglia sociale al disagio, alla precarietà e al dolore di quanti hanno appena patito un´offesa nel corpo e nella mente. Con prontezza, trasparenza e responsabilità, come esige il mandato affidatoci”.

A Cesena la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati è già intervenuta già altre volte in passato: l’occasione più recente è stato l’intervento a sostegno della famiglia di Stefania Garattoni, la ragazza uccisa in viale Mazzoni nel marzo del 2011.

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