5 giugno 2012 - Cesena, Cronaca, Cultura, Sanità, Società

Cesena: meno risorse ma servizi socio sanitari di qualità

Varato il programma attuativo del 2012. Le priorità sono: nuove povertà, servizi domiciliari e infanzia

E’ nato Programma Attuativo 2012 del Piano distrettuale per la salute e il benessere sociale, appena approvato dal  Comitato di Distretto Cesena-Valle Savio.

Il documento è stato messo a punto attraverso un percorso di confronto partecipato che, in poco più di tre mesi, si è sviluppato in undici incontri ed ha coinvolto quasi 150 persone in rappresentanza degli enti pubblici e privati che hanno la titolarità della co-programmazione e della gestione dei servizi socio-sanitari della città (in un'ottica di piena e condivisa sussidiarietà). In particolare, sono stati coinvolti dirigenti ed operatori di Comuni, ASL, ASP, organizzazioni sindacali, cooperative sociali, fondazioni, associazioni di volontariato e di promozione sociale.

Oltre che sulla salvaguardia del sistema complessivo di garanzie sociali e di servizi, il confronto di quest'anno si è concentrato in su altri tre temi: la necessità di raggiungere e sostenere le cosiddette "nuove povertà" che si fatica a riconoscere ed "agganciare"; il potenziamento delle attività di sostegno e tutela dell'infanzia a seguito del progressivo impoverimento, anche sociale e culturale, delle reti familiari; l’incremento del sostegno domiciliare rivolto alle persone non autosufficienti, come anziani e disabili, al fine di offrire risposte nuove e limitare il pericolo di ingessatura del sistema attuale.

Negli ultimi quattro anni le risorse trasferite dallo Stato agli enti locali si sono enormemente ridotte, passando dai 2227 milioni del 2008 ai 229 milioni del 2012. “Di fronte a tale situazione il Comune di Cesena ha compiuto grandi sforzi per difendere la realtà dei servizi nel nostro territorio – spiegano Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche per il Benessere dei Cittadini Simona Benedett - e fin dal suo insediamento questa Amministrazione ha scelto di investire prioritariamente su questo versante.  Coerentemente con questa impostazione, intendiamo proseguire in questa direzione e di pensare a nuove risposte per i nuovi problemi che avanzano”.

Per quanto riguarda l’area di intervento rivolta alle famiglie all’infanzia si punterà a valorizzare ulteriormente l’affido familiare e a incentivare la tutela dei minori a domicilio attraverso azioni educative coordinate, integrate e quotidiane.

Sul fronte dei problemi legati all’emergenza casa, si lavorerà per formalizzare il modello di intervento per la gestione degli sfratti e per definire il nuovo contratto di servizio con ASP per la gestione degli alloggi da destinare alle gravi emergenze abitative. Inoltre, si procederà a rivedere i criteri di accesso per l’Edilizia Residenziale Pubblica, con la previsione di pubblicare il nuovo bando entro  luglio.

Per quanto riguarda gli anziani, si l’obiettivo è quello di incentivare la domiciliarità, anche introducendo ad esempio nuove modalità per i cosiddetti ricoveri di sollievo. In prospettiva anche il ri-avvio degli assegni di cura, in attesa di una rivisitazione dei criteri per la loro concessione; l’aggiornamento degli strumenti di presa in carico da parte dei servizi, puntando in particolare a favorire la continuità di relazione utente-servizio; il consolidamento dei servizi innovativi rivolti alle fragilità, come la teleassistenza.

Si prevede, inoltre, l’introduzione di elementi di maggiore dinamicità nel sistema di inserimento in casa protetta, definendo procedure di inserimento diretto per le situazioni di emergenza.

Il pacchetto di interventi rivolti ai disabili comprende la riorganizzazione gestionale dell’area disabili adulti; la razionalizzazione delle risorse destinate ai servizi per persone con disabilità nel distretto attraverso una analisi dei servizi più direttamente ancorati alle responsabilità degli Enti Locali (trasporti, inserimenti lavorativi) in relazione alle priorità dei bisogni delle famiglie del territorio; la promozione dell’integrazione sociale attraverso progetti specifici di collaborazione con le associazioni del territorio ( ad es. Progetto Azzurro per corsi di nuoto, Musicoterapia, vacanze estive ecc…).

Fra gli interventi per affrontare i problemi delle vecchie e nuove povertà, compaiono la progettazione del nuovo centro di accoglienza notturno per persone che vivono in condizioni di grave marginalità sociale; il rilancio delle misure per sostenere le famiglie colpite dalla crisi introducendo nuovi strumenti in grado di agganciare e intercettare anche i cittadini non abituati al rapporto con i servizi; l’attivazione di nuove modalità di confronto istituzionale integrato tra istituzioni locali, sistema sociale ed economico al fine di innovare la rete di opportunità e garanzie verso le famiglie più fragili (“nuove povertà”).

Completa il quadro una serie di azioni trasversali, fra cui compaiono la messa a punto di un nuovo codice regolamentale per l'accesso e la gestione dei servizi sociali e socio-sanitari; la ri-qualificazione del sistema di trasporti per persone con ridotte capacità motorie in continuità con le necessità connesse allo sviluppo dei servizi assistenziali e socio-sanitari; il consolidamento del sistema di gestione degli inserimenti socio-lavorativi.

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