4 maggio 2012 - Cesena, Cronaca, Cultura, Società

Occhio alla Spesa, Cesena fa un figurone in TV

La trasmissione è stata occasione per ribadire il no all'IGP per la "piadina industriale"

Il Festival Internazionale del Cibo di Strada e la Piadina di Cesena sono stati protagonisti mercoledì mattina 2 maggio alla popolarissima trasmissione “Occhio alla Spesa”, su Rai Uno. Per Cesena e per il Festival si è trattato di una straordinaria promozione, corredata da alcune suggestive fotografie dell’ultima edizione della manifestazione. L’ennesimo riconoscimento di Cesena capitale del cibo di strada, grazie all’impegno della Confesercenti e di Slow Food.  Questa testimonianza è giunta nel momento in cui gli organizzatori sono fortemente impegnati a pianificare la prossima edizione internazionale del Festival, che si terrà il prossimo autunno. L’obiettivo è di mantenere gli ottimi risultati delle edizioni precedenti e di concentrare la promozione della manifestazione con azioni tese a portare nuovi turisti a conoscere la realtà cesenate. Il Festival si distingue come l’evento attrattivo più popolare di Cesena, capace di richiamare visitatori da tutta Italia e anche dall’estero. Il programma della puntata di “Occhio alla spesa”, andata in onda in diretta, era incentrato proprio sul cibo di strada e ha visto presente Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate, organizzatrice del Festival Internazionale e l’Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola, di Cesena, rappresentata dalla piadaiola Susi Albertini con Francesco Ricci, del chiosco “E Tulir”, di Macerone. Insieme con il presentatore della trasmissione, Alessandro Di Pietro, si è parlato di come sia partita proprio da Cesena la valorizzazione del cibo di strada con il Festival creato dalla Confesercenti nel 2000. In studio erano presenti altri cibi di strada protagonisti del Festival e alcuni collegamenti esterni hanno parlato di altre realtà di cibo di strada italiano. Ma l’attenzione è stata soprattutto sulla piadina, sulle sue caratteristiche, sulla sua storia, sulla ricetta e sulla profonda differenza con la piadina industriale che sta tendando di ottenere il riconoscimento Igp, fortemente contestato da Confesercenti e da Slow Food. L’Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola, di Cesena, ha dato dimostrazione sulla piadina preparata nella sua più classica e genuina tradizione, manualmente e quotidianamente.

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