Autostrada Orte Cesena Mestre: gli ecologisti si mobilitano

Domani incontro nazionale alle 10.45 al Caffè Capolinea per parlare di valide alternative
23 marzo 2012 |  Cesena | Agenda | Cronaca | Politica | Società |

Incontro nazionale a Cesena  per dire no alla nuova autostrada “Orte – Cesena . Mestre”, un’opera che, come sostiene Davide Fabbri, dei Verdi per la Costituente Ecologista, causerà un altissimo impatto ambientale, attraversando 5 regioni: Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto.

L’appuntamento è per domani sabato 24 marzo alle ore 10.45 al Caffè Capolinea di fronte alla Stazione dei treni.

Secondo quanto spiegato da Fabbri, il nuovo tratto autostradale toccherò ben 11 province e 48 comuni, prevedendo “solo in parte la riqualificazione della E45 e sviluppandosi in parallelo alla Strada Statale Romea”. La nuova strada si articolerà per 396 km con 139 chilometri di ponti e viadotti, 64 chilometri di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia e ben 83 svincoli.

“I fautori di questa nuova autostrada sono il PdL e il PD, uniti ‘amorevolmente’ per uno ‘sviluppo insostenibile’ a favore della mobilità su gomma – accusa Fabbri - Il progetto prevede la realizzazione dell’autostrada Orte, Cesena, Mestre mediante il ricorso alla finanza di progetto con i privati: l’ANAS ha scelto il raggruppamento di società composto da Gefip holding legato al parlamentare europeo del PDL Vito Bonsignore, col l'appoggio del banchiere cesenate Davide Trevisani”.

Fabbri sostiene che questa nuova strada provocherà gravi danni ambientali in zone di interesse storico, paesistico, ambientale, come il Parco del delta del Po, le Valli di Comacchio e Mezzano, ma anche sulla Riviera del Brena e il Parco delle Foreste Casentinesi.

“Questo progetto favorisce la cementificazione delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili. E’ inutile in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13. E’ un enorme spreco di denaro pubblico”.

Si parla di 10 miliardi di euro, di cui 1.4 pubblici, e 8.6 anticipati dai privati.

 

Gli ecologisti propongono alternative, meno costose, meno impattanti e facilmente realizzabili, come la messa in sicurezza della SS 309 Romea, la messa in sicurezza della E-45 e il potenziamento del trasporto ferroviario

Commenti

Solite litanie dei verdi...come sempre

Gli argomenti addotti dagli ambientalisti sono uguali e sovrapponibili a tutte le battaglie del NO alle infrastrutture. Qui, oltretutto, una infrastruttura esiste già ed è l’E 45 la quale sarebbe ampliata e quindi utilizzata in gran parte per questa autostrada. Quindi di quali danni ambientali stiamo parlando? L’unica novità sarebbe il tratto da Ravenna a Mestre, e come le auto possano inquinare più di adesso, dato che sono costrette a camminare in colonna, dietro TIR ad una velocità ridotta. Oltretutto è una statale tra le più pericolose d’Italia e metter mano alla Romea significa spendere soldi tanto quanto costruire un’autostrada nuova. Poi il parco di Comacchio ed il delta del Po, con un percorso ben studiato, gli impatti sarebbero minimi, anzi, uguali a zero se con deviazioni giuste ad evitare tali siti. Infine il doppione dell’A1 ed A13, beh, è vero che oggi ci sono i navigatori satellitari e le carte geografiche sono poco usate, appunto per questo consiglio i signori ambientalisti di sbirciare le carte. Anche perché, se così fosse, non vedo il motivo di tanto traffico sulla E45 e sulla Romea.

Solite idee balzane di chi non sa proporre altro che asfalto

Saranno anche le solite litanie dei verdi, ma è anche vero che sono rivolte alle solite proposte di asfaltare, e cementificare ogni luogo. Solite proposte, soliti personaggi. Solite idee che nascono già vecchie e che non tengono conto di dove dovrà andare il mondo. Gli ambientalisti tutti sarebbero ben felici di potersi confrontare e discutere di idee nuove mentre son ancora costretti a rintuzzare proposte figlie di una "cultura" vecchia di 50 anni.

Non tutti gli ambientalisti sono figli dei fiori

Caro Claudio, la concezione che hai degli ambientalisti, credo sia un po vetusta e vada un attimo rivista.

Spesso passano per quelli del NO, abbracciaalberi che agiscono solo in funzione emotiva ed ideologica, per salvare la "natura" in senso astratto.

In realtà, c'è ben altro, ci sono ingegneri (come me), studiosi, medici, architetti, insegnati, che ragionano dal punto di vista scientifico e hanno la propensione a ragionare in ottica "sistemica".

Credi davvero sia così conveniente fare una nuova infrastruttura dove GIA ne esiste una, che cade a pezzi ? Se pensi questo, allora probabilmente non hai mai costruito una casa sopra un cumulo di rovine.

La E45 non può essere semplicemente "rinnovata" per renderla autostrada, va sistematicamente smantellata, per garantire gli standard minimi (corsia di emergenza, allargamento dei sottopassi, dei viadotti, delle gallerie). Vanno costruiti i caselli (togliendo molte uscite superflue, quindi danneggiando l'economia dei territori). Va utilizzata una quantità smodata di energia, di acqua, di cemento, di bitume. Almeno 6 anni (se va bene) di camion che inquineranno terribilmente, mentre la infrastruttura attuale non potrà essere utilizzata. Diventerà a pagamento, per rientrare negli investimenti costerà SALATA, andrà pertanto ad ingrandire il buco del debito italiano (nessun privato se la accollerebbe, nemmeno i benetton).

In sostanza, è una infrastruttura che NON CI CONVIENE, serve solo per bruciare risorse e regalare un po di lavoro effimero, autoconvincendosi che servirà per una crescita che non sarà più possibile.

Con una frazione irrisoria delle stesse risorse, potremmo rimetterla in condizioni decenti, e magari allungarla fino a Mestre, ma lasciandola come superstrada, perchè la collettività l'ha già ampiamente pagata (anche con sacrifici ambientali) e non serve a nessuno procurarne altri.

 

 

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